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Più credito, ma anche più rischio: perché le imprese scelgono sempre di più la composizione negoziata per prevenire l’insolvenza

Il numero di domande per accedere a questo percorso giuridico è aumentato sensibilmente rispetto al passato

Più credito, ma anche più rischio: perché le imprese scelgono sempre di più la composizione negoziata per prevenire l’insolvenza

Più credito, ma anche più rischio: perché le imprese scelgono sempre di più la composizione negoziata

Ormai è chiaro: la composizione negoziata della crisi (CNC) sta via via prendendo il posto degli altri strumenti giuridici previsti dalla normativa per la soluzione della crisi d’impresa. Il numero di domande per accedere a questo percorso giuridico è aumentato sensibilmente rispetto al passato, portando la CNC ad essere la chiave per numerose ristrutturazioni dei debiti.

Le ragioni sono facilmente spiegabili: è uno strumento snello, con tempi definiti e costi limitati, caratterizzato dalla libertà di forme. E, soprattutto, non è una procedura concorsuale, cosicché l’intervento del tribunale avviene solo su richiesta del debitore e con ampiezza limitata.

Allo stesso tempo, è migliorata negli anni la qualità degli Esperti, che sono i soggetti principali della CNC, grazie al loro ruolo di negoziatori / mediatori, nominati per agevolare le trattative tra il debitore e i creditori. Ovviamente, la CNC non ha risolto tutti i problemi in ambito di crisi d’impresa e, anzi, si stanno verificando alcune criticità che minano l’efficacia di tale percorso giuridico.

La prima riguarda i soggetti che possono accedere alla CNC: pensata come uno strumento per le piccole/ medie imprese, oggi si sta rivelando più efficace per le ristrutturazioni dei debiti delle società di grandi dimensioni. In tali situazioni, infatti, non solo gli attori (advisor, Esperti, creditori) hanno una maggiore dimestichezza delle regole della CNC, ma soprattutto i creditori finanziari sono maggiormente inclini a raggiungere con il debitore una soluzione condivisa di tipo stragiudiziale.

È di tutta evidenza, infatti, che i numerosi finanziamenti con garanzia di Medio Credito Centrale, erogati soprattutto nel periodo della pandemia e oggi esigibili, sono meno gestibili nelle ristrutturazioni delle società di piccole/ medie dimensioni, dove i creditori finanziari sono poco incentivati ad avere fiducia nei piani proposti dal debitore, spesso a lungo termine, a fronte della possibilità di escutere rapidamente la garanzia statale. E ciò è proprio quanto si verifica nelle CNC con la debitoria inferiore, pregiudicando di conseguenza l’efficacia stessa dello strumento, al contrario evidenziata nelle ristrutturazioni di grandi dimensioni.

*di Cristian Fischetti, avvocato, Partner Lexia, Esperto Composizione Negoziata della Crisi