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Economia
Ponte Messina, dopo 4 anni si parte.E' appena lo studio di fattibilità con Rfi

L'informativa in Cdm del ministro Giovannini

Dopo quattro anni, si rimette in moto la lenta macchina per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma si parte appena con lo studio di fattibilità, coinvolgendo Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), la società controllata dalle Fs che si occupa della gestione dell'infrastruttura ferroviaria nazionale. Il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, "ha reso oggi al Consiglio dei ministri un'informativa sulle azioni necessarie per avviare la realizzazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, ai sensi dell'articolo 23, comma 5, del Dlgs 50 del 2016".

In una nota il Ministero spiega che "lo studio dovrà prendere in esame la soluzione progettuale del ponte aereo a più campate", in relazione ai molteplici profili evidenziati nella relazione presentata il 30 aprile 2021 dall'apposito gruppo di lavoro istituito nel 2020 presso il Mims, valutandone la intrinseca sostenibilità sotto tutti i profili indicati, mettendola a confronto con quella del ponte "a campata unica" e con la cosiddetta "opzione zero".

Inoltre, lo studio deve fornire gli "elementi, di natura tecnica e conoscitiva, occorrenti per valutare la realizzabilità del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche sotto il profilo economico-finanziario".

"All'acquisizione del documento di fattibilità tecnico-economica - dettaglia il Mims - provvederà, tramite procedura di evidenza pubblica, la società Rfi Spa, in quanto capace di garantire la più appropriata continuità e interconnessione dell'intervento con quelli ferroviari progettati nei territori calabresi e siciliani. Per questo, in data odierna è stato dato mandato alla Direzione Generale competente di avviare il processo amministrativo, a valere sui fondi stanziati a tale scopo dalla Legge di bilancio per il 2021. Si ricorda che nei mesi scorsi il Governo ha provveduto a potenziare l'attraversamento dinamico dello Stretto di Messina, anche grazie ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e del Piano complementare, destinando a tale scopo 510 milioni di euro".

"Gli interventi messi in atto - prosegue la nota del dicastero di Giovannini - vanno nella direzione di migliorare e velocizzare l'attraversamento dello Stretto, favorendo la transizione ecologica della mobilità marittima e la riduzione dell'inquinamento. Tra le iniziative adottate figurano, tra le altre, la riqualificazione del naviglio per il trasbordo ferroviario con la messa in esercizio di due nuove navi e l'ibridizzazione di tutta la flotta, il rinnovo del materiale rotabile ferroviario per velocizzare le manovre di carico/scarico dei treni, la riqualificazione del naviglio veloce per i passeggeri e delle stazioni ferroviarie di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni. Sono previsti anche interventi per migliorare l'accessibilita' stradale ai porti".

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