I nomi di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada sono finiti nel registro degli indagati della Procura di Milano. Secondo le indiscrezioni, l'accusa per l'amministratore delegato del gruppo e per la stilista ed erede del marchio è quella di "infedele dichiarazione dei redditi".

Indagati anche due manager della maison milanese.  L'inchiesta che il dipartimento del procuratore aggiunto Francesco Greco ha affidato ai Pm Gaetano Ruta e Adriano Scudieri si basa su una contestazione dell'Agenzia delle Entrate per presunta esterovestizione della Prada Holding, fino a poche settimane fa con sede legale ad Amsterdam.

Dal punto di vista amministrativo, Patrizio Bertelli e la moglie Miuccia Prada hanno già chiuso il contenzioso con il versamento di 470 milioni all'Agenzia delle Entrate, una procedura che in termini tecnici si chiama "voluntary disclosure". Resta, ora in sospesa l'ipotesi di reato penale. Gli avvocati del gruppo non hanno confermato la notizia

Il direttore centrale dell'accertamento dell'Agenzia delle Entrate, Salvatore Lampone, ha però ridimensionato la notizia. "Il gruppo Prada ha pagato tutte le imposte dovute in base a un atto volontario e non sono in corso ulteriori verifiche, anche se la normativa prevede l'obbligo di comunicazione all'autorità giudiziaria".

Nonostante questo, spiega il responsabile degli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate, "la comunicazione all'autorità giudiziaria competente conseguente agli atti di accertamento è un atto dovuto" imposto dalla legge. In pratica si attiva automaticamente una procedura giudiziaria penale, che ha il suo corso e avrà le sue valutazioni, anche se è stato il contribuente ad autodenunciare e a pagare tutto il dovuto.

 

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I nomi di Patrizio Bertelli e Miuccia Prada sono finiti nel registro degli indagati della Procura di Milano. Secondo le indiscrezioni, l'accusa per l'amministratore delegato del gruppo e per la stilista ed erede del marchio è quella di "infedele dichiarazione dei redditi".

Indagati anche due manager della maison milanese.  L'inchiesta che il dipartimento del procuratore aggiunto Francesco Greco ha affidato ai Pm Gaetano Ruta e Adriano Scudieri si basa su una contestazione dell'Agenzia delle Entrate per presunta esterovestizione della Prada Holding, fino a poche settimane fa con sede legale ad Amsterdam.

Dal punto di vista amministrativo, Patrizio Bertelli e la moglie Miuccia Prada hanno già chiuso il contenzioso con il versamento di 470 milioni all'Agenzia delle Entrate, una procedura che in termini tecnici si chiama "voluntary disclosure". Resta, ora in sospesa l'ipotesi di reato penale. Gli avvocati del gruppo non hanno confermato la notizia

Il direttore centrale dell'accertamento dell'Agenzia delle Entrate, Salvatore Lampone, ha però ridimensionato la notizia. "Il gruppo Prada ha pagato tutte le imposte dovute in base a un atto volontario e non sono in corso ulteriori verifiche, anche se la normativa prevede l'obbligo di comunicazione all'autorità giudiziaria".

Nonostante questo, spiega il responsabile degli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate, "la comunicazione all'autorità giudiziaria competente conseguente agli atti di accertamento è un atto dovuto" imposto dalla legge. In pratica si attiva automaticamente una procedura giudiziaria penale, che ha il suo corso e avrà le sue valutazioni, anche se è stato il contribuente ad autodenunciare e a pagare tutto il dovuto.

 

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