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Economia
Prada, inizio d'anno da dimenticare. Colpa dell'Italia e di Miu Miu

Inizio d'anno da dimenticare per Prada. La maison milanese ha chiuso il primo trimestre 2014, terminato lo scorso 30 aprile, con ricavi per 777,7 milioni di euro, in calo dello 0,6% rispetto allo stesso periodo 2013. L'Ebitda e' stato di 213,9 milioni di euro (-11,2%), pari a un margine del 27,5% sui ricavi netti. La marginalita' e' peggiorata rispetto a quella del 30,8% dell'anno scorso. L'utile netto si e' attestato a 105,3 milioni (-23,8%), in ribasso dai 138,2 milioni dell'anno prima. La posizione finanziaria e' positiva a 349,1 milioni.

"La performance - si legge nella nota del gruppo del lusso quotato a Hong Kong - ha risentito del contesto poco favorevole dei cambi (a cambi costanti i ricavi sarebbero saliti del 3,8%) e di fattori contingenti come il calo delle consegne wholesale". In effetti, sottolinea ancora il comunicato, la catena retail, con 551 negozi di proprieta', ha controbilanciato l'andamento del canale wholesale.

Nel dettaglio le vendite retail hanno totalizzato 697,8 milioni di euro, in progresso del 2,8% (+7,7% a cambi costanti), mentre quelle wholesales sono state pari a 70,6 milioni (-24,7%). Il calo e' legato essenzialmente alla selezione realizzata nella catena wholesale. Il calo e' stato registrato da tutte le categorie di prodotto e soprattutto dal marchio Miu Miu.

A livello geografico, Prada ha vantato un rialzo a doppia cifra delle vendite in Giappone (per 92,4 milioni, in rialzo del 16,9% o del 30,2% a cambi costanti) e Medio Oriente (25,6 milioni, +12,2%), ha registrato un andamento piatto nelle Americhe (93,5 milioni contro 94,2 milioni) e ha sofferto in Europa (151,8 milioni, -4,1%) e Italia (97 milioni, -4,4%).

Le vendite nell'area Asia Pacifico sono calate del 2,6% a 307,4 milioni. A cambi costanti, pero', sarebbero salite del 2,6%. Le vendite nella Greater China sono state pari a 200 milioni in linea con lo stesso periodo del 2013 o salite del 3,9% se considerate a cambi costanti.

I prodotti in pelle hanno generato un giro d'affari di 517,1 milioni (-4%). E' andato bene il ready-to-wear salito a 118,7 milioni (+9,8%). I prodotti footwear hanno registrato ricavi pari a 120,2 milioni (+1,6%).

A livello di marchi Prada ha registrato ricavi per 640,9 milioni contro i 638,8 milioni dell'anno prima, mentre Miu Miu ha generato un giro d'affari di 107,2 milioni (-4,9%). Church's ha registrato vendite per 17,2 milioni (+2,6%).

“Durante la presentazione dei risultati 2013 - ha commentato Patrizio Bertelli, amministratore delegato di Prada -, abbiamo annunciato, quale obiettivo per il 2014, il consolidamento della posizione del Gruppo Prada ai vertici del settore del lusso con investimenti industriali, di marketing e retail, volti principalmente a rafforzare il know-how aziendale, la qualità dei nostri prodotti e la relazione con la clientela. Non riteniamo che l’attuale difficile scenario macroeconomico, reso più complesso dallo sfavorevole andamento dei cambi, debba incidere sui piani di sviluppo aziendali presentati al mercato, che sono finalizzati all’espansione del Gruppo nel medio-lungo periodo. Il solido trend di crescita mantenuto dal canale retail conferma la validità delle nostre scelte strategiche e ci incoraggia a proseguire sul percorso intrapreso.”

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