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Casa, il mattone corre e i redditi arrancano: comprare e affittare è sempre più un lusso. La mappa dei rincari

Lo studio di Immobiliare.it Insights fotografa il decennio 2016-2026: a Brescia il picco dei canoni per i trilocali (+63%)

Casa, il mattone corre e i redditi arrancano: comprare e affittare è sempre più un lusso. La mappa dei rincari

Comprare casa è diventato molto più costoso, affittarla ancora di più. Negli ultimi dieci anni i prezzi degli immobili sono aumentati in gran parte d’Italia, mentre gli stipendi non sono riusciti a tenere lo stesso passo. Secondo uno studio di Immobiliare.it Insights, a Milano i monolocali in vendita costano il 71% in più rispetto al 2016. A livello nazionale, gli affitti dei trilocali sono saliti del 50%, con punte del 63% a Brescia.

A Milano il prezzo medio dei monolocali raggiunge 5.630 euro al metro quadro, Roma cresce meno

A Milano anche comprare un monolocale richiede un investimento decisamente più alto rispetto a dieci anni fa. Il prezzo medio ha raggiunto 5.630 euro al metro quadro, con un incremento del 71% dal 2016. E le abitazioni più grandi non sono rimaste indietro: i bilocali hanno registrato un aumento del 69%, arrivando a 5.532 euro/mq, mentre i trilocali sono saliti del 52%, fino a 5.431 euro/mq. A fotografare il mercato è Immobiliare.it Insights, che ha confrontato l’andamento dei prezzi di vendita e dei canoni di locazione di monolocali, bilocali e trilocali nell’ultimo decennio. Il confronto con Roma rende ancora più evidente l’accelerazione del mercato milanese. Nella Capitale, nello stesso periodo, i monolocali sono cresciuti dell’11%, i bilocali del 16% e i trilocali del 10%. I prezzi medi si attestano rispettivamente a 4.112, 4.083 e 3.660 euro al metro quadro.

Comprare casa, i rincari record a Como e Trieste. Catania e Genova in controtendenza

Milano, però, non è la città con gli aumenti percentuali più elevati. Per i monolocali in vendita, il primato spetta a Como (+83%), seguita da Bergamo (+82%) e Trieste (+76%). Proprio Trieste guida invece le classifiche dei bilocali (+84%) e dei trilocali (+71%), davanti a Verona, dove i rialzi raggiungono rispettivamente il 71% e il 61%. A livello nazionale, sono i bilocali ad aver registrato la crescita media più consistente nelle compravendite, con un +21% in dieci anni. Ci sono anche alcune eccezioni. A Catania il valore degli immobili è sceso per tutte e tre le tipologie: -6% per i monolocali, -3% per i bilocali e -14% per i trilocali. A Genova sono calati bilocali (-6%) e trilocali (-11%), mentre a Palermo le abitazioni con tre vani hanno perso l’1%.

Affitti sempre più cari: Brescia, Bari e Padova guidano i rincari

Per chi vive in affitto, la situazione è ancora più uniforme: nessuna delle grandi città analizzate ha registrato un calo dei canoni rispetto al 2016. I trilocali in affitto costano mediamente il 50% in più in Italia, con il record di Brescia (+63%). Seguono Bari (+59%), Bergamo e Padova (entrambe +53%).

Per i bilocali è Bari (+56%) a guidare gli aumenti, davanti a Padova (+55%). I monolocali hanno invece registrato le variazioni più forti a Padova (+59%), Brescia (+58%) e Venezia (+56%). A Milano gli aumenti dei canoni sono stati più contenuti in percentuale, ma partivano da livelli già elevati. I monolocali costano mediamente 24,5 euro al metro quadro, il 36% in più rispetto al 2016; i bilocali sono saliti del 42%, a 21,8 euro/mq, e i trilocali del 44%, a 20,9 euro/mq. Anche negli affitti Roma registra rincari inferiori: +27% per i monolocali e +29% sia per i bilocali sia per i trilocali.

Case più care e redditi che non tengono il passo: il problema per chi cerca casa

A preoccupare maggiormente è il divario tra i prezzi delle abitazioni e la capacità economica delle famiglie. I redditi non hanno registrato una crescita altrettanto sostenuta, rendendo più difficile l’accesso al mercato immobiliare.

Secondo Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it, la crescita dei prezzi registrata dal 2016 a oggi “per tutte le principali tipologie immobiliari va letta alla luce del contesto socio-economico di riferimento, segnato anche da una significativa spinta inflattiva che ha contribuito all’incremento dei valori”.

Giabardo richiama poi l’attenzione sulla distanza crescente tra valori immobiliari e redditi: “Un disallineamento che incide direttamente sull’accessibilità al mercato. Occorre inoltre considerare le differenze territoriali: nei grandi centri, dove la domanda è più intensa, i prezzi hanno registrato gli aumenti più marcati, mentre nei centri di dimensioni minori, caratterizzati da una pressione della domanda generalmente più contenuta, la crescita è stata comunque più moderata”.

I numeri mostrano dunque due difficoltà diverse: chi vuole acquistare deve fare i conti con prezzi di vendita molto più alti, soprattutto in alcune città del Nord; chi cerca un affitto trova canoni aumentati a doppia cifra in tutti i grandi centri esaminati.

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