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Nel Paese senza coordinate, Napolitano è come Dorando Pietri

 

La Cgil all’attacco di Napolitano: “Lo stallo politico è colpa sua”

Tutti contro tutti. Il segretario confederale delle Cgil Nicola Nicolosi ha battezzato la situazione politica italiana “il caos perfetto”. I partiti non trovano l’accordo, i sindacati sono divisi e i cittadini non sanno a che santo votarsi. Berlusconi ha rincorso Bersani che ha rincorso Grillo. Tutti scappano restando fermi in un mondo sospeso, senza coordinate. E senza punti di riferimento: anche il Presidente della Repubblica è finito nel tritacarne. Colpa sua se il Paese è senza governo? E’ stato lui a trascinare l’Italia in un imbuto istituzionale senza precedenti? “Sì”, dico i suoi detrattori. “Giammai”, i suoi difensori. Ognuno è libero di farsi la propria opinione. Non è questo il punto.

Se anche un Quirinale in scadenza diventa, a torto o a ragione, un bersaglio, significa che qualcosa si è rotto. Anche il compagno d’ufficio più odiato diventa più digeribile alle soglie della pensione. E invece Napolitano ha trovato vento contrario a pochi metri dalla meta. Come Dorando Pietri rischia di cadere in vista del traguardo. Non manca chi è e sarà pronto a sorreggerlo, proprio come fecero i giudici olimpici con il maratoneta italiano. A ogni accusa corrispone una reazione uguale e contraria: “Re Giorgio non si tocca”.

Nel mondo senza coordinate succede anche che Marchionne si ritrovi d’accordo con la Cgil: entrambi reclamano con urgenza un governo. E nel mondo senza coordinate c’è chi, come il presidente di Artemide Ernesto Gismondi, dice sottovoce che è “meglio sparare che suicidarsi” mentre Grillo minaccia di tirar fuori “i bastoni” e il Cavaliere di “scendere il piazza”. Siano forconi, mazze o pistole, il risultato non cambia: l’Italia continua la sua picchiata senza orientamento. Per aprire il paracadute e salvarsi serve ritrovare stabilità. Subito. Il terreno è sempre più vicino.

twitter @paolofiore