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“Salvini? Sarebbe un ottimo Ministro dell’Interno ma…”: Meloni smonta il rimpasto e tesse le lodi di se stessa

Nell’intervista esclusiva al settimanale “Chi”, la premier indica tra le priorità il taglio delle tasse, la sicurezza e l’occupazione. Poi difende il lavoro dell’esecutivo

“Salvini? Sarebbe un ottimo Ministro dell’Interno ma…”: Meloni smonta il rimpasto e tesse le lodi di se stessa

Meloni a “Chi”, il bilancio della premier: “Avrei potuto fare meglio, ma non di più”. Le priorità a settembre? Tasse, sicurezza e occupazione

“Matteo sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, lo ha già dimostrato. Ma si sta spendendo in una competenza molto complessa che è quella delle infrastrutture e dei trasporti, che richiede un impegno enorme e lo sta facendo con una dedizione incredibile”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata dal settimanale “Chi”, interviene sull’ipotesi di un ritorno di Matteo Salvini al Viminale e, più in generale, sulle prospettive di un rimpasto di governo a settembre. “Dall’altro lato anche il ministro Piantedosi sta dando il massimo nel suo ambito – quello della sicurezza e dell’immigrazione – nel quale non c’è un giorno in cui si possa abbassare la guardia, come dimostra anche la recente crisi di Ceuta”, aggiunge Meloni.

Il messaggio della presidente del Consiglio arriva mentre l’ipotesi di un ritorno di Salvini al Viminale continua ad alimentare il dibattito politico sulla composizione della squadra di governo. A settembre, tuttavia, la premier esclude rimpasti e indica piuttosto le priorità sulle quali l’esecutivo dovrà concentrarsi nella ripresa dell’attività politica. “Fare ancora meglio sulle priorità: alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile”, afferma Meloni nell’intervista esclusiva al settimanale.

Sicurezza e immigrazione

Al rientro, priorità sul tema della sicurezza. “So che la gente si aspetta di più su questo ma con pazienza e costanza stiamo costruendo e consolidando risultati importanti e strutturali anche su questi fronti. Dal crollo degli sbarchi alla diminuzione degli omicidi, dei furti, delle rapine e dei femminicidi. Fino al rafforzamento dei presidi sul territorio, a partire da quelli nelle stazioni, e alle misure a sostegno delle forze dell’ordine. Non si è realmente liberi se non si è sicuri a casa propria o nella propria città”, aggiunge la premier.

Nel bilancio delle politiche del governo rientrano anche gli interventi sul costo dei carburanti, le misure per l’occupazione e il contrasto alla desertificazione dei centri storici. Meloni ribadisce inoltre un approccio pragmatico sul tema ambientale, prendendo le distanze da quello che definisce “l’ambientalismo ideologico”.

Meloni: “Avrei potuto fare meglio? Certo. Ma non di più”

Nell’intervista la presidente del Consiglio affronta anche il bilancio del suo lavoro: “Mi verrebbe facile dire: perché non avrei potuto metterci più dedizione. Avrei potuto fare meglio? Certo. Ma avrei potuto fare di più? No. Ma penso che questo gli italiani lo vedano, e mi pare che neppure i più critici possano accusarmi di essermi risparmiata. Credo che alla fine si debbano giudicare i risultati che abbiamo costruito nel contesto difficilissimo in cui abbiamo operato, e decidere se quella che abbiamo intrapreso sia la direzione giusta. Chiedersi se il fronte alternativo – che mi pare diviso su tutto – avrebbe fatto meglio. E regolarsi di conseguenza. Alla fine, la politica e’ piu’ semplice di quel che si pensa, e certamente gli italiani sono piu’ intelligenti di quello che pensa certa politica”.

Vannacci, né un problema, né una risorsa

Altro passaggio dell’intervista è quello dedicato a Roberto Vannacci. “Roberto Vannacci non è né un problema, né una risorsa. Non un problema perché la democrazia per me non lo é mai. Non una risorsa, perché tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione costruita per favorire la sinistra”. Spazio anche alla dimensione personale e della fatica accumulata dopo quasi quattro anni alla guida dell’esecutivo.

“La stanchezza c’è e la sento”, ammette la premier. Sul rapporto con la figlia Ginevra, Meloni racconta invece il tentativo di ritagliarsi momenti lontani dai riflettori e dagli impegni istituzionali, alla ricerca di “tempo lento e normalità”. “Quando mi chiede perché il lavoro viene prima di lei, mi fa venire il cuore come una nocciolina”, racconta la presidente del Consiglio. La premier esprime inoltre una forte preoccupazione, da genitore, per l’impatto che intelligenza artificiale e social possono avere sui giovani. E risponde anche alle critiche di chi si meraviglia di vederla viaggiare in occasioni ufficiali con la figlia al seguito. “I miei omologhi sono divertiti, ma la reazione più bella è quella delle altre donne che incontro, che mi fanno un cenno d’intesa. È un linguaggio che non ha bisogno di traduzione. Se questa immagine dice a una ragazza che non deve scegliere tra essere madre e avere una carriera, sono contenta che si veda”, conclude nell’intervista a “Chi”.

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