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Procedura d’infrazione, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Coffee Break (La7): “Bisogna spostare la tassazione dai lavori ai patrimoni”

Spese per difesa, energia e il caso della procedura d’infrazione: il dibattito in studio a Coffee Break su La7

Procedura d’infrazione, il direttore di Affaritaliani Marco Scotti a Coffee Break (La7): “Bisogna spostare la tassazione dai lavori ai patrimoni”

L’Italia non è riuscita a stare sotto il 3% nel rapporto deficit/Pil: lo ha certificato l’Istat. Questo significa che il nostro Paese sarà ancora sotto la procedura d’infrazione a Bruxelles anche se lo scostamento è solo minimo, quantificato nel 3,1%. La maggioranza di governo si divide sulle prossime mosse da effettuare, il leader della Lega Matteo Salvini parla di “scostamento di Bilancio necessario“. Di questo si discute in studio a Coffee Break su La 7. E sulla delicata questione interviene anche il direttore di Affaritaliani Marco Scotti.

“Si discute dei 36 miliardi a cui potremmo attingere se non ci fosse questa procedura d’infrazione. Siamo tirati per la giacchetta su diversi fronti. Le spese per la Difesa credo che siano agli ultimi posti tra le priorità degli italiani, mentre la spesa per l’energia è saldamente al primo posto. Il problema qui è un pochino più ampio, intanto si è criticato l’Istat per i conti che ha restituito come se ci fosse qualche forma di congiura. Ma si tratta di un banale calcolo aritmetico e quindi credo che non vi possano essere particolari recriminazioni, anche se ci sono poi sempre gli aggiustamenti sia sul Pil e sia sul debito”.

“Per quanto concerne la spesa invece – prosegue Scotti – da una parte il continuare a invocare lo scostamento di bilancio è sempre la panacea di tutti i mali. Anche se poi quando si va in Europa si fa sempre un po’ fatica a ottenere quello che si vorrebbe. Mi sembra evidente che sia partita la campagna elettorale. Ma non si è mai fatto un discorso che secondo me è l’unico che si dovrebbe iniziare a fare seriamente, vale a dire di spostare progressivamente la tassazione dai lavori ai patrimoni che è quello che viene fatto in tutto il resto d’Europa”.

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