Produzione industriale, boom ad agosto: ok energia, farmaceutica ed estrazione - Affaritaliani.it

Economia

Produzione industriale, boom ad agosto: ok energia, farmaceutica ed estrazione

Daniele Rosa

L'Italia rafforza la ripresa non vista da molti italiani

"E l'Italia va, la ripresa è in atto anche se meno consistente degli altri Paesi europei come Francia e Germania", è in sintesi quello che ci dice l'Istat che ha fotografato i dati economici ad agosto. Gli italiani, abituati al lamento costante e soliti al buon distacco da tutte le informazioni che ruotano in ambito politico ed economico non se ne sono ancora accorti. Ma i dati parlano chiaro.

ISTAT. IL PAESE CRESCE: CONFERME ANCHE IN AGOSTO
Un segno positivo (+2.9%) del trend industriale nostrano rispetto allo stesso periodo del 2016, fotografa la media dei primi otto mesi dell'anno in corso. Altro buon dato è il +1.2% del risultato di agosto rispetto a luglio. Come pure conforta il 2.2% rispetto al trimestre precedente.

Insomma nonostante i problemi sul tappeto siano molti, basti pensare alla crisi dell'Ilva, ai sempiterni problemi di Alitalia, a quelli delle municipalizzate come Atac, Anac e compagnia similare, il tessuto industriale del paese è sano, produttivo e con grande voglia di riscatto.

Indifferenti alle contorsioni mentali di Rosatellum, turno unico, lista bloccata e altre amenità, molti settori industriali del Paese hanno avuto in agosto trend positivi. È il caso del comparto energetico (+4.6%) , di quello dei beni intermedi (+2.4%) e dei beni strumentali cresciuto del 2.2%.

CORRE LA FARMACEUTICA 
I settori che hanno mostrato performances interessanti sono tre in particolare: quello farmaceutico cresciuto di oltre il 20%, l'industria manifatturiera (+10%) e quella estrattiva, in positivo del 13.6%. In calo due comparti che hanno goduto di trend piuttosto buoni nel recente passato: quello dell'elettronica in particolare, calato del 7.3% e il settore automobilistico in tendenza negativa dell'8.9%.

Certo non tutto è in discesa, soprattutto se si va a toccare l'occupazione, sia a tempo determinato che giovanile ma siamo sulla strada giusta. Francesi e tedeschi hanno fatto sicuramente meglio di noi nell'anno ma vedere cifre in positivo dopo tanti anni di magra fa sempre un certo effetto.