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TP, l'associazione dei pubblicitari professionisti, è sempre più nella bufera. Dopo le dimissioni di un alto consigliere per la "situazione economica disastrosa" e la conferma del quadro finanziario da parte del presidente del consiglio nazionale di TP Illitterati, il numero uno dell'associazione Biagio Vanacore prende la parola.

"Che la TP stia attraversando un grave momento di difficoltà - dice il presidente - è noto a tutto il mondo della pubblicità fin dal 2009 momento in cui ho assunto l'incarico al posto del dimissionario Finzi con una situazione debitoria ben più onerosa di quella odierna. E' da allora che proviamo a mettere in sicurezza l'associazione come ben sanno i soci che hanno avuto modo di leggere ed approvare i bilanci nel corso di questi anni, oltre rendersi conto che i problemi esistenti sono eredità di un passato ben più lontano frutto di anni di gestione non attenta ai costi".

"Parlare però oggi di crack, farlo attraverso la stampa e leggere che tali notizie sono date da chi ha avuto o ha ruoli di responsabilità, condividendo con me molte delle preoccupazioni e delle scelte non facili fatte in questi anni, quindi dichiarazioni di persone ben coscienti dello stato reale delle cose e delle cause che lo hanno determinato, mi lascia sconcertato", sottolinea però Vanacore.

"TP è la più longeva associazione del mondo della comunicazione e sta affrontando con coraggio e grande determinazione i diversi problemi che ha sul tavolo così come ha fatto in questi ultimi quattro anni,  problemi che la giunta e il consiglio nazionale presenteranno unitamente al bilancio e alle nostre raccomandazioni all'assemblea nazionale dei soci così come previsto dallo statuto entro la fine di questo mese, in modo da generare al nostro interno un dibattito come sempre accaduto finora, e lo faremo sulla base di quanto definito nel consiglio nazionale del luglio u.s. sapendo che il sentiero è stato già allora definito e tracciato così come da allora sono sul tavolo soluzioni e tempi di attuazione".

"Abbiamo sempre provato in questi ultimi anni, nonostante le difficoltà e la crisi a guardare oltre, perché la parola crisi rappresenta in se due anime: pericolo ma anche opportunità; e abbiamo  tutta l'intenzione di continuare a farlo, a vantaggio di una professione che è e resta uno dei motori del successo di enti e aziende, e per la quale ci siamo spesi fino in fondo per il riconoscimento cosa quest'ultima che forse ha generato più di un problema ai cosiddetti poteri forti. Come sempre abbiamo fatto finora troveremo sicuramente la nostra strada, qualunque esse sia, ma con dignità e rispetto così come la nostra storia richiede".

"Naturalmente tutti coloro che vogliono soddisfare la curiosità ed avere notizie dettagliate sul nostro stato di salute e del capitoli di sofferenza possono, nel rispetto della privacy,  prendere visione di ogni singola voce di bilancio presso la sede della nostra associazione (tra l'altro sotto la mia presidenza le nostre assemblee sono aperte agli organi di stampa, dunque tutti hanno sempre saputo tutto, stato di salute associativo incluso), e sono certo che resteranno meravigliati almeno come lo sono stato io riguardo ad alcune voci di sofferenza e la loro provenienza".

"Per quanto attiene alle dichiarazioni fatte nel loro complesso da alcuni autorevoli ed illustri colleghi, pur non volendo entrare nel merito delle stesse perché non farei altro che alimentare inutili quanto sterili chiacchiericci da ballatoio in un momento delicato della vita della TP,  non posso esimermi dal ritenere le stesse lesive dell'immagine, della dignità e della onorabilità mia, del gruppo dirigente che con me condivide la responsabilità della gestione e dell'associazione stessa,  riservandomi al tempo stesso di sentire gli organismi associativi preposti per valutare e mettere in atto tutte le opportune azioni, anche di tipo legale, per i danni causati e causanti".

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