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Economia


Rcs Mediagroup ancora in calo a Piazza Affari, dove il titolo cede oltre un punto percentuale (la perdita negli ultimi 12 mesi sfiora così il 73%) nonostante l'apertura di un confronto tra il gruppo editoriale e i rappresentanti sindacali di poligrafici e grafici che nei giorni scorsi erano giunti a minacciare un nuovo sciopero che avrebbe impedito la regolare uscita in edicola tanto del Corriere della Sera quanto della Gazzetta dello Sport nell'arco di una settimana, con relativo danno economico e d'immagine per Via Rizzoli.

L'avvio di trattative allontana per ora l'ipotesi sciopero e delinea un primo percorso, da definire meglio già dalla prossima settimana, incentrato sull'esame dei progetti di sviluppo editoriale e sull'organizzazione del lavoro. L'amministratore delegato Pietro Scott Jovane proverà a convincere i sindacati della bontà dei progetti (i famosi "cantieri digitali") ai quali il management sta da tempo lavorando per "cogliere le sfide della multimedialità", dall'altro i sindacati premono per una più precisa definizione di nuove piattaforme di lavoro (senza escludere il ricorso al telelavoro) così da varare una nuova organizzazione interna che consenta "la valorizzazione dei lavoratori".

L'obiettivo, condiviso, è l'integrazione delle diverse redazioni che occupano attualmente gli immobili di Via San Marco e di Via Solferino (destinati salvo colpi di scena ad essere ceduti entro ottobre al fondo Blackstone per poi essere riaffittati a prezzi di mercato), on le altre funzioni produttive e di staff, ossia grafici e poligrafici. Nel frattempo anche il Cdr (comitato di redazione) del Corriere della Sera è tornato a farsi sentire con un nuovo, duro, comunicato pubblicato sullo stesso quotidiano nel quale si chiede a Jovane di motivare il cambio di programma circa la valorizzazione dei due immobili situati nel quartiere Brera a Milano.

Secondo quanto ricorda il Cdr, la doppia cessione "non era nel programma", come testimonierebbero "documenti ufficiali" di Rcs Mediagroup, dunque i giornalisti vogliono capire come mai l'amministratore delegato abbia cambiato idea e se sia "stata data comunicazione agli azionisti che avevano approvato un altro piano" (inizialmente si era parlato della cessione del solo immobile di Via San Marco) e se sia "stata data comunicazione alla Consob? E al mercato?". Ma più che alle diatribe interne il mercato sembra guardare al destino della quota (ridiscesa da qualche giorno fa poco sotto il 15%, rispetto al 15,45% a cui era salita dopo il recente aumento di capitale) in mano a Mediobanca.

Dopo aver svalutato di 38 milioni di euro la partecipazione per adeguarla ai valori di mercato (il titolo è ora indicato a 20 milioni di euro di "book value"), Alberto Nagel non ha  fornito ulteriori indicazioni circa l'eventuale uscita da patti di controllo o l'ulteriore riduzione della partecipazione in Rcs, ma il trend è chiaramente a favore di una progressiva uscita da partecipazioni incrociate e patti di controllo che rappresentano "un'eredità del passato" di cui Piazzetta Cuccia sembra doversi e volersi liberare, mercati permettendo.

Luca Spoldi

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