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Economia
Recovery, Conte rivendica il successo: "Voto a maggioranza nostra linea rossa"

"Un risultato politicamente rilevante dell'intensa azione politica e diplomatica è che il meccanismo di governance (del Recovery Fund, ndr) preserva le prerogative della commissione Ue. I piani saranno approvati dal Consiglio a maggioranza qualificata ma singoli esborsi saranno decisi dalla commissione Ue. Anche il freno di emergenza avrà una durata massima di tre mesi e non potrà prevedere un diritto di veto".

Riferendo al Senato sull'accordo sugli aiuti europei e sul bilancio comunitario raggiunto al termine del lungo Consiglio dei 27 capi di Stato e di Governo, il premier Giuseppe Conte rivendica i successi dell'azione politica italiana. In una trattativa in cui "ci sono stati dei momenti in cui la rigidita' delle differenti posizioni sembrava insuperabile". "Ma anche in quei momenti continuava a maturare la consapevolezza di un profondo senso di responsabilità. Non potevamo fallire, accedere a un mediocre compromesso o rinviare la soluzione", ha spiegato il capo del governo.

Il meccanismo dell'"unanimità avrebbe imprigionato lo strumento chiave della ripresa in veti incrociati tra Paesi membri. Su questo punto l'Italia ha tenuto la sua linea rossa", ha spiegato infatti Conte, entrando nel dettaglio di come il nostro Paese abbia influenzato la strutturazione del funzionamento del Recovery Fund.

"L'Ue sta affrontando una crisi che ha coinvolto Paesi e scosso la vita cittadini europei, costringendo a riconsiderare in modo repentino prospettive e sviluppo. Nel corso di questi mesi l'Ue ha saputo rispondere con coraggio e visione fino a d approvare per la prima volta un ambizioso programma di bilancio. Si è radicato un mutamento di prospettiva", ha aggiunto il premier nel sottolineare l'importanza "storica" del

risultato raggiunto in sede Ue, dove fino a poco fa la logica invece era quella dell'"austerity" e che ora cede il passo a un'emissione obbligazionaria comunitaria per finanziarie il piano di aiuti. 

"Abbiamo evitato - ha aggiunto - che fosse compromesso il consolidato meccanismo delle Istituzioni e l'efficacia del programma NextgenerationEu. Il consiglio Ue ha adottato una decisione adeguata anche per i tempi. Bisognava dare un segnale chiaro ai cittadini, alle imprese e ai mercati, l'Ue ha risposto in modo tempestivo. Ricordo che il 10% delle risorse potrà essere anticipato ed anche i progetti già avviati dal febbraio 2020 potranno beneficiare dei finanziamenti del pacchetto Ue purchè coerenti con il programma".

Conte, che ha ringraziato tutti i ministri della propria squadra di governo e in particolare il titolare del dicastero degli Affari europei Vincenzo Amendola, ha poi esteso i ringraziamenti a "tutte le forze di maggioranza (avete sostenuto in modo compatto il governo, ha detto)" e all"'opposizione che pur nella diversità delle differenze ha capito l'interesse nazionale. La classe politica italiana nel suo complesso ha dato prova di grande maturità".

Confermato grazie a "un intenso impegno politico e diplomatico iniziato ben prima del vertice il volume complessivo della proposta: 750 miliardi di euro", ora "siamo chiamati ad un forte e profondo impegno per farsi che il percorso riformatore abbia concreta attuazione", un "piano della ripresa" che "sarà un lavoro collettivo, ci confronteremo con il Parlamento. Dobbiamo impegnarci anche per aumentare la fiducia nelle istituzioni italiane e nell'Ue".

L'esecutivo, ha concluso il premier, dovrà "impiegare in maniera efficiente le risorse, la crisi da Covid ha reso evidente alcune storiche criticità, questo governo si assume la responsabilità di predisporre e realizzare un piano con determinazione e lungimiranza. La credibilità dell'Italia in Ue passa anche dal saper dimostrare di cogliere questa opportunità storica, non farlo sarebbe un errore epocale di cui non potremmo accusare Ue".

E poi, descrivendo l'importanza dell'accordo raggiunto a Bruxelles, la chiusura del discorso con una citazione di Jacques Delors: "Il fiore della speranza è tornato al centro del giardino europeo". Parole che hanno fatto scattare una standing ovation in Aula a Palazzo Madama. 

 

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