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Economia
Renato Mazzoncini, A2A: “La sostenibilità ci farà uscire dalla crisi”
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La sfida della sostenibilità: per una nuova fase dell’industria”, le dichiarazioni di Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A.

La sostenibilità può rappresentare la chiave di volta per il futuro dell’economia e dell’imprenditoria? Abbiamo bisogno che vengano considerati prioritari gli investimenti nella sostenibilità, perché migliora la nostra vita e ci farà uscire dalla crisi”. É quanto dichiarato da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, nel corso del webinar tenutosi oggi “La sfida della sostenibilità: per una nuova fase dell’industria”.

A2A si è organizzata per la pianificazione strategica sulla sostenibilità. Brescia è un buon esempio per il binomio sostenibilità-investimenti. Due sono stati gli investimenti iconici che l’hanno riguardata, precursori per il nostro Paese: il teleriscaldamento, per la riduzione delle emissioni di CO2, e il termoutilizzatore, per la conversione di rifiuti in energia. Il primo passo da fare è dotarsi di una politica della sostenibilità e, per una multiutility come la nostra, concentrare la capacità di investimento su qualche filone. Tre sono i pilastri chiave: economia circolare, decarbonizzazione e smart city. Il gas rimarrà importante, ma bisogna spingersi sulle rinnovabili: noi abbiamo previsto un grosso piano di crescita a partire dal fotovoltaico per poi spingerci sull’eolico. C’è molto da fare, A2A farà la sua parte", ha introdotto Renato Mazzoncini.

Sul tema di decarbonizzazione completa, ha aggiunto: “Al 2030 dovremmo limitare l’aumento di temperatura di 1,5°: dobbiamo riuscire ad arrivare a 25 Gt di CO2. Ma, nonostante gli impegni presi, siamo a 56… Oggi è necessaria una riduzione del 7,6% al 2025, serve pianificare sul lungo periodo. Dobbiamo lavorare perché è possibile. A2A, che ha una componente di idroelettrico importante, si è data l’obiettivo al 2030 di ridurre del 46% le proprie emissioni di gas. Ad oggi, quindi, ha approvato un piano in linea con gli accordi di Parigi. I nostri territori dovranno attrezzarsi. Abbiamo bisogno che vengano considerati prioritari gli investimenti nella sostenibilità perché migliorano la nostra vita e ci faranno uscire dalla crisi”.

Il problema è politico o amministrativo? A mio parere, il problema sono i meccanismi di approvazione, di protezione e la burocrazia. Il problema non è politico: è questione di processi autorizzativi. Manca una infrastruttura tecnica di supporto alla burocrazia”, sulle autorizzazioni.

In conclusione: "In questo momento l’Italia non è il benchmark sullo sviluppo di ricerca e sostenibilità. Dovremmo partire da un assessment e dall'osservazione di ciò che accade in altri Paesi. Fondamentali sono la scelta dei fornitori e il tema interno di cultura".

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