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Renault come Vw, emissioni oltre i limiti. Ma l’Eliseo: “Non c’è frode”

Gli agenti della divisione anti frode della polizia francese hanno effettuato una serie di perquisizioni in alcuni impianti produttivi della Renault. Sospetti di frode sulle emissioni. L’azienda: “Nessun software fraudolento nei nostri motori”

Nuova bufera nel settore dell’auto: stavolta sotto la lente è la francese Renault, sospettata di frode sulle emissioni, e la notizia di perquisizioni in numerosi uffici e impianti fa cadere a picco il titolo, che registra perdite fino a oltre il 20%, e trascina al ribasso anche i listini europei, i quali estendono ulteriormente le perdite a metà seduta. Secondo quanto riportato dai sindacati, la polizia francese ha eseguito una serie di perquisizioni in numerosi uffici e impianti del costruttore.

Dal momento che l’attenzione degli inquirenti si e’ concentrata sulle aree di test per i motori, sembra che Renault possa avere inserito nelle sue vetture un software in grado di eludere i controlli sulle emissioni, come quello scoperto su centinaia di migliaia di auto diesel di Volkswagen. La notizia di possibili trucchi è stata però seccamente smentita dalla casa automobilistica francese: confermando le ispezioni della polizia anti frode, fa sapere infatti che non e’ stato trovato alcun sowtfare fraudolento che consenta di aggirare i testi sulle emissioni, come quelli trovati invece sulle vetture Volkswagen.

A fine giornata, infatti, anche il ministro dell’ambiente Segolène Royal, in merito a quanto appurato da una Commissione indipendente incaricata di effettuare verifiche dopo lo scandalo Dieselgate, ha riferito che “gli accertamenti effettuati dalle autorità della Francia hanno riscontrato che i motori diesel di Renault superano i limiti di emissioni previsti, tuttavia non presentano software che alterino i gas di scarico come era emerso lo scorso anno su Volkswagen”.

Secondo la Royal i propulsori Renault e di due produttori non francesi supererebbero i limiti di CO2 e diossido di azoto. A Parigi il titolo Renault ha chiuso in caduta del 10,28 per cento, dopo una franata innescata dalla notizia che erano state effettuare perquisizioni dalle autorità francesi presso alcune sedi e impianti. In Borsa, però, il titolo Renault ha perso oltre il 10% a 77,75 euro. Male anche Volkswagen (-2,5%), Daimler (-2,5%) e Peugeot (-3,8%). Flessione del 7,13% per Fca, che paga le voci secondo cui le vendite in Russia avrebbero subito un drastico calo. Per gli analisti la diminuzione avrebbe toccato il 47%, mentre la stampa locale la calcola al 36%.

Intanto, il sito Automotive News pubblica la notizia che due concessionari di Chicago hanno denunciato il gruppo accusandolo di averli costretti a gonfiare i dati sulle vendite. Mike Palese, un portavoce di Fca Us, ha detto che il gruppo “non ha ricevuto alcuna citazione e non puo’ commentare finche’ non avremo l’opportunita’ di studiare di cosa siamo accusati”. Pronta la replica del Lingotto che fa presente come “l’atto di citazione non sia ancora stato notificato”.

Ciononostante, la societa’ si dice convinta del fatto che “la causa sia infondata e sia stata promossa dal legale interno del concessionario proprio nel momento in cui Fca Us discuteva con il gruppo del concessionario della necessita’ che quest’ultimo rispettasse i propri impegni in base a taluni dei contratti di concessione”. Nella nota, la societa’ ricorda di aver appreso che “un concessionario negli Stati Uniti ha promosso contro Fca Us una causa nella quale sostiene che Fca Us gli avrebbe offerto incentivi finanziari affinche’ registrasse falsamente le vendite, riportando vendite al dettaglio in un determinato mese e cancellandole in quello successivo”. La societa’ “ha piena fiducia nella integrita’ dei suoi processi di business e dei suoi rapporti con la rete e intende difendere vigorosamente il caso”.