“Ho preso un impegno con le partite Iva, gli incapienti e i pensionati di proseguire il lavoro iniziato con i dipendenti di abbassamento delle tasse”. Dopo il bonus Irpef di 80 euro, il presidente del Consiglio Matteo Renzi marcia come un panzer e dal proprio profilo Twitter, con l’hastag #matteorisponde, fissa l’agenda dell’azione di governo con il prossimo provvedimento per quanti sono rimasti esclusi dagli sgravi Irpef appena varati. “Ho preso impegno di proseguire nel lavoro iniziato con i dipendenti di abbassamento tasse”, risponde infatti a chi gli ricorda che gli 80 euro in più in busta paga da fine maggio non riguarderanno tutti coloro che oggi si trovano in difficoltà.
Oltre all’abbassamento delle tasse, Renzi ha spaziato a 360° rispondendo alle domande dei giornalisti e, soprattutto, a quelle dei cittadini-follower anche sul rebus Alitalia, sull’emergenza immigrazione e su quella sui marò. “Aspettiamo la proposta ufficiale Etihad, poi agiremo di conseguenza”, ha spiegato sul futuro dell’Alitalia. Ma il follower gli ha chiesto: “Perché non siamo in grado di risollevare Alitalia dopo che noi contribuenti abbiamo investito miliardi in questa azienda?”. Il premier ha risposto: “Siamo in grado, siamo in grado”.
La mattinata si era aperta con un tweet di Renzi in risposta alle critiche di Beppe Grillo al dl Iperf: “I comici milionari dicono che 80 euro sono una presa in giro. Se provassero a vivere con 1.200 euro al mese non lo direbbero”. Già ieri il premier aveva attaccato l’opposizione: “Brunetta o Grillo sono due facce della stessa medaglia, sono il partito dei chiacchieroni e si divertono con i comunicati stampa. Noi, invece, facciamo le cose concrete”, aveva detto, rispondendo a chi aveva parlato della rimodulazione dell’Irpef come ‘elemosina elettorale’.
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Un mezzo annuncio Renzi lo ha dato quando un utente gli chiede lumi sulle reali conseguenze del ddl Delrio che – diventato legge – trasforma le Province in enti di secondo grado: “Intanto, abbiamo eliminato i politici dalle Province, poi andremo sugli uffici periferici. Faccio un esempio: che senso ha che la Ragioneria centrale dello Stato abbia le sedi in tutte le Province?”. Fulminato dal capo dell’ufficio stampa, il premier si è stoppato e ha chiosato: “Ho fatto un esempio”.
Sui fondi europei, Renzi ha detto che per risolvere il gap infrastrutturale che c’è al sud, “dobbiamo utilizzare meglio il denaro stanziato dall’Ue, che è tanto e spesso speso male. La settimana prossima faremo un incontro ad hoc. Ci rimango male se penso a come abbiamo buttato via i soldi che arrivavano dall’Europa. Se quei soldi sono stati spesi male, la colpa è dei politici italiani. Ma “della questione “ne riparleremo”. Un passaggio è dedicato al voto di scambio politico-mafioso, su cui si sono addensati gli attacchi del M5S. E a proposito del 416ter, il premier dice: le pene “non è che sono state abbassate. Semplicemente, prima non c’erano proprio. Le abbiamo introdotte noi”.
