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Economia
"Ue su una sottile lastra di ghiaccio". Ecco come investire nel 2014

Russell Investments ha presentato l’Outlook Annuale Globale redatto dal proprio team di strategist che fornisce l’analisi degli investimenti e le previsioni economiche per il 2014, insieme a un esame approfondito degli indicatori chiave dei mercati globali.

Il team prevede che nel 2014 le economie del G-3 (Usa, Ue e Cina) registreranno una crescita sincronizzata seppur moderata, con la probabilità che nelle diverse asset class si ottengano bassi rendimenti, in un contesto dove gli spread sul credito sono ormai abbastanza ristretti, i mercati azionari sono scambiati a valutazioni eque , e i rendimenti obbligazionari globali hanno spazio per ulteriori incrementi. “La prospettiva di rendimenti ridotti non ci rende pessimisti”, afferma Jeff Hussey, global chief investment officer di Russell. “La vera sfida per gli investitori sarà ottenere l’obiettivo di rendimento desiderato con un livello di rischio accettabile. Vi sono ancora opportunità per ritorni soddisfacenti, ma crediamo che per raggiungerli sia necessario fare ricorso a strategie di investimento multi-asset, con una particolare attenzione alla gestione dei rischi di downside e con un portafoglio gestito attivamente e diversificato a livello globale.”

La sfida per gli investitori, in un contesto caratterizzato da bassi rendimenti, sarà di riuscire a ottenere il rendimento desiderato con un livello di rischio sostenibile. Un’allocazione dinamica e una diversificazione tra asset class, strategie e stili di investimento rappresenta la chiave per raggiungere i propri obiettivi. All’interno del reddito fisso, ad esempio, la sfida sarà la ricerca di opportunità di rendimento attraverso una gestione attiva dell’esposizione ai tassi di interesse. In termini di asset class, Russell prevede che nel 2014 l’azionario globale sovraperformerà il reddito fisso e la liquidità, sebbene possano manifestarsi due diversi scenari potenzialmente rischiosi. Sul fronte dei mercati azionari globali, c’è il rischio di una spirale speculativa qualora la fiducia nell’outlook economico risultasse eccessiva e i mercati registrassero una decisa tendenza al rialzo, come accaduto in passato. Dall’altro lato, considerando che gli strategist prezzano i mercati azionari su valutazioni corrette dopo i guadagni del 2013, una cospicua parte di questi rendimenti potrebbe ridursi se i dati sulla crescita
fossero deludenti e gli investitori vedessero esaurita la spinta propulsiva della politica monetaria. “Possiamo anche essere diretti verso un mondo caratterizzato da ridotti rendimenti, per cui il 2014 non sarà un anno da ‘pilota automatico’, dice Andrew Pease, Global Head of Investment Strategy di Russell. “In un tale scenario, crediamo che la gestione attiva top-down diventerà decisiva, in quanto mercati con eccessi al rialzo o al ribasso da sempre rappresentano un’opportunità per un investitore attento”.

Stati Uniti: più mantenimento che rialzo
Gli strategist di Russell ritengono che molto dell’alto valore delle azioni generato nel 2013 derivi dalla previsione di una maggiore crescita economica nel 2014. Nel 2013 la performance azionaria ha anticipato la crescita positiva per l’anno successivo, e ulteriori guadagni dipenderanno quindi dal verificarsi di queste aspettative. Il Capo Economista di Russell, Mike Dueker, prevede per il 2014 una crescita economica americana del 2,9%, con una media di 230.000 nuovi posti di lavoro al mese e una bassa inflazione pari all’1,9%. Il team, quindi, prevede durante l’anno un lieve apprezzamento dell’azionario statunitense nell’ordine della singola cifra (circa il 5%), legato principalmente ai risultati aziendali.

Eurozona: “Pattinare su una sottile lastra di ghiaccio”
Le pressioni deflattive stanno aumentando e le maggiori preoccupazioni per il 2014, secondo gli strategist di Russell, sono legate alla debolezza del sistema bancario e alla sua pericolosa connessione con i debiti sovrani, così come all’impatto negativo sulla crescita dovuto alla mancanza di credito all’economia. Detto ciò, gli strategist ritengono che le politiche reflattive avranno la meglio con la Banca Centrale Europea che giocherà un ruolo chiave e opererà probabilmente un altro taglio dei tassi e nuove operazioni di finanziamento a lungo termine (LTRO). E’ prevista una crescita economica nella zona euro tra lo 0,5% e l’1%, guidata da una graduale e modesta ripresa nella domanda, una minore austerità e un sensibile miglioramento degli scambi commerciali tra i vari Stati europei. E’ importante notare come, nonostante mostri valutazioni relativamente interessanti rispetto ad altre regioni, la zona euro non è abbastanza solida da rappresentare un investimento buy and hold nell’equity. Alla luce di molteplici elementi, come la debolezza delle banche, le differenze tra mercati, i rischi socio-politici, gli alti livelli di debito e la mancanza di riforme strutturali, gli investitori dovranno monitorare la situazione con attenzione e adeguare i propri portafogli in base agli eventuali sviluppi.

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