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L'Eni ha chiuso il 2012 con un utile netto in crescita del 13,5%, a 7,79 miliardi di euro. Lo rende noto la società nel preconsuntivo 2012. L'utile netto adjusted si è attestato a 7,13 miliardi (+2,7%). L'utile netto nel quarto trimestre è ammontato a 1,46 miliardi (+13,3%). L'utile operativo adjusted si è attestato a 19,75 miliardi di euro, in crescita del 14,6% nel 2012, mentre è stato di 4,96 miliardi (+17%) nel quarto trimestre. L'utile operativo adjusted escluso il contributo Snam ha registrato un incremento del 20,2% nel 2012 e del 29,7% nel trimestre. L'utile netto adjusted nel quarto trimestre è ammontato a 1,52 miliardi di euro (-3,6%); escluso il contributo Snam l'aumento è stato del 7,6% nel 2012 e del +9,2% nel trimestre. Il cash flow si è attestato a 12,42 miliardi di euro nel 2012 e di 2,17 miliardi nel trimestre.

A trainare i conti è stata la solida performance della divisione Exploration & Production (+15,4%), spinta dalla produzione in Libia. I risultati hanno beneficiato anche dell’apprezzamento del dollaro rispetto all’euro. A conferma del peso della "guerra delle valute".

I dati del 2012 hanno convinto il consiglio di amministrazione a proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 1,08 euro per azione, quattro centesimi in più rispetto al 2011.54 centesimi sono già stati distribuiti, come acconto, lo scorso settembre. Il dividendo a saldo di altri 54 centesimi sarà pagato a partire dal 23 maggio 2013 con stacco della cedola il 20 maggio.

“Il 2012 è stato un anno record - ha affermato l'ad Paolo Scaroni - per la nostra esplorazione con risorse scoperte pari a circa 6 volte la produzione annua grazie ai risultati eccezionali raggiunti in Mozambico e ai successi ottenuti nell’Africa Occidentale, nel Mare di Barents e in Indonesia. Abbiamo fatto progressi anche nei progetti di sviluppo, incrementando le nostre riserve e portandole sui migliori livelli di sempre. La nostra divisione Exploration & Production, grazie alla crescita della produzione, ha conseguito utili operativi eccellenti. In Gas & Power e Refining & Marketing abbiamo ottenuto significativi recuperi di efficienza che ci hanno permesso di assorbire buona parte degli effetti di uno scenario europeo ancora difficile. Eni, con una struttura patrimoniale rafforzata anche dalle dismissioni di Snam e Galp, conseguirà nell’upstream tassi di crescita al top dell’industria.”

"La politica di Eni e' che nulla di illegale e' mai accettabile. E' perfettamente possibile fare affari in tutto il mondo senza pagare tangenti. E se non fosse possibile, non faremmo affari in quel posto. Questo deve essere chiaro". Lo ha sottolineato l'ad di Eni Paolo Scaroni nel corso della conference call sui conti 2012. Il nostro approccio, ha sottolineato, e' "di tolleranza zero" verso tangenti e fenomeni di illegalita'.

"Per assicurare che la nostra azione fosse in linea con questi principi, dal 2005, quando sono arrivato al vertice Eni, ho fatto in modo che nessun contratto con intermediari fosse realizzato", ha proseguito Scaroni, "inoltre, abbiamo introdotto processi e procedure anti-corruzione che sono riconosciute tra le migliori al mondo". "Le tangenti - ha precisato l'ad - non sono solo illegali. Queste danneggerebbero anche il nostro business. La nostra reputazione e' sempre stata uno dei maggiori driver di crescita. E proprio la reputazione ha fatto si' che Eni diventasse una delle maggiori compagnie del settore".

In particolare, ha aggiunto, per quanto riguarda Saipem, "si tratta di una societa' indipendente, quotata in Borsa, e ne' Eni ne' io abbiamo avuto un qualsiasi coinvolgimento con le presunte pratiche all'esame della magistratura". Per questo, ha ricordato il manager, "quando si venne a sapere delle accuse, alla fine del 2012, in linea con il nostro ruolo di azionisti di riferimento, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni al Cda di Saipem, suggerendo di prendere tutte le misure appropriate, compreso il cambio del management, per porre rimedio alla questione. Tutto questo sta a dimostrare il nostro approccio di tolleranza zero", ha concluso.

 

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