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Economia
Saipem rivede i target per il 2014. Il mercato boccia il titolo

Saipem mette alla prova il mercato. Aveva all'attivo già tre profit warning nel 2013, troppi perché, dopo aver rivisto nella parte bassa della forchetta la guidance del 2014, il titolo del gruppo guidato dall'amministratore delegato Umberto Vergine ha imboccato la via del ribasso a Piazza Affari, finindo sospeso sul listino principale con un teorico -8,60% e un minimo intraday a 13,04 euro, livello che non vedeva dal 1 luglio 2013. Riammesso, è crollato del 5,8% a 13,2 euro. La controllata dell'Eni ha chiuso il terzo trimestre di quest'anno con un utile netto in calo del 24,8% a 76 milioni di euro, sotto le attese del consenso a 90,6 milioni, con ricavi per 3,509 miliardi di euro, in rialzo solo dell'1,9% rispetto ai 3,442 miliardi dello stesso periodo del 2013.

Nel corso del terzo trimestre Saipem ha acquisito nuovi ordini per un totale di 1,856 miliardi (1,360 miliardi nel corrispondente periodo del 2013) e il portafoglio ordini ha raggiunto quota 22,562 miliardi di euro (12,408 miliardi nell'Engineering & Construction Offshore, 5,725 miliardi nell'Engineering & Construction Onshore, 4.429 miliardi nel Drilling), di cui 2,586 miliardi di euro da realizzarsi entro fine anno.

Inoltre, a fronte di investimenti tecnici nel periodo per 146 milioni di euro (190 milioni nel terzo trimestre del 2013), l'indebitamento finanziario netto al 30 settembre è aumentato a 5,130 miliardi, 370 milioni di euro in più rispetto al 31 dicembre 2013, mentre è risultato in linea al dato di fine giugno. Anche in questo caso il mercato è rimasto deluso visto che si aspettava un debito in calo a 4,8 miliardi di euro.

Il capitale circolante ha risentito dell'aumento dei pending revenues relativi ai contratti a bassa marginalità e, per quanto riguarda i crediti, il Venezuela rimane un'area critica. Di conseguenza, a fronte del deterioramento delle condizioni di mercato e del conseguente rallentamento delle negoziazioni in corso per i contratti a bassa marginalità e i relativi pagamenti, Saipem ha deciso di rivedere la guidance sul debito netto a 4,7 miliardi. Prima era atteso tra 4,2 e 4,5 miliardi.

L'alert riguarda anche il conseguimento degli obiettivi a livello di ebit, negativamente impattato da una serie di eventi non prevedibili quali l'incidente durante l'esecuzione del progetto P55, un periodo di standby per lo Scarabeo 5 e il prolungarsi della pausa di manutenzione dello Scarabeo 7. Per cui l'ebit 2014 è stato fissato nella parte bassa della forbice 600/700 milioni, quindi a 600 milioni di euro, viste le difficoltà di rinegoziazione dei contratti a bassa marginalità. L'utile netto è atteso a circa 280 milioni di euro (280/330 milioni la guidance precedente) mentre sono stati confermati gli investimenti tecnici per 750 milioni di euro e i ricavi per 13 miliardi di euro.

"Continuiamo a implementare il piano di rilancio di Saipem, nonostante il deterioramento delle condizioni di mercato che ha rallentato la risoluzione dei contratti a bassa marginalità e reso più sfidante l'esecuzione dei nuovi progetti", ha assicurato Vergine, osservando che il gruppo ha ricostruito il portafoglio ordini secondo una rigorosa strategia commerciale, ponendo le basi per una ripresa sostenibile nel medio-lungo termine.

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