Lavoratori dipendenti sempre più poveri. Secondo BankItalia, dal 2010 al 2012 le retribuzioni nette dei lavoratori dipendenti sono diminuite di 64 euro al mese, passando da una media di 1.328 euro a 1.264 euro. A fine biennio, se si considerano 13 mensilità, un lavoratore ha incassato in un anno 832 euro meno del 2010. In particolare, nel 2012, un dipendente guadagnava mediamente 1.316 euro (a prezzi del 2012) nel Nord Ovest, 1.293 euro nel Nord Est, 1.252 euro al Centro e 1.189 euro al Sud e nelle Isole. A livello di comparti, le retribuzioni scendono da 1.360 a 1.344 euro nell’industria in senso stretto, da 1.269 a 1.249 euro nelle costruzioni, da 1.284 a 1.217 euro nei servizi di mercato e da 1.384 a 1.286 euro nei servizi di non mercato. Nel settore privato il calo è da 1.301 a 1.254 euro.
A fronte di un calo occupazionale contenuto si sono fortemente ridotte le retribuzioni orarie dei giovani in possesso di una laurea. Nel Mezzogiorno il calo è stato più accentuato rispetto alla media nazionale e pari a -6,2 per cento. Per i giovani in possesso al massimo del diploma, le retribuzioni orarie di ingresso sono invece calate significativamente solo nel Nord Ovest, mentre sono aumentate al Centro e nel Mezzogiorno. Tali dinamiche, commenta Bankitalia, hanno comportato una forte riduzione del premio salariale dei giovani laureati in tutte le macroaree, con la sola eccezione del Nord Ovest.
Vi ha inciso in parte il progressivo deterioramento della qualità del lavoro tra i giovani in possesso di una laurea: la quota di giovani laureati occupati in mansioni a bassa o a nessuna qualifica è cresciuta, nella media italiana, di 3,7 punti percentuali, arrivando al 31,9 per cento; nel Mezzogiorno la crescita è stata di quasi 13 punti, mentre il Nord Ovest è l’unica area che ha registrato un calo (di 2,5 punti). Nello stesso periodo, la quota dei diplomati occupati in mansioni non qualificate è calata di oltre cinque punti nel Centro e di oltre due punti nel Mezzogiorno; solo nel Nord Est si è registrato un incremento (di 3,2 punti), mentre nel Nord Ovest l’indicatore è rimasto sostanzialmente stabile.
