Ben 4000 franchi svizzeri, circa 3250 euro. Salario che al New York Times hanno battezzato più o meno "lo stipendio per respirare". Si tratta di un possibile, futuro "reddito minimo" di cui si discute in Svizzera che ha appena bocciato per converso il tetto di 12 volte lo stipendio minimo aziendale per le retribuzioni dei manager. Paga a favore della quale sono state presentate 125mila firme. Non pensate però a niente che abbia a che fare con la sussistenza o la povertà: la richiesta dei promotori è molto più semplice, e parla di un vero e proprio salario che lo stato elvetico dovrebbe corrispondere a ciascuno degli otto milioni di abitanti. Banchieri, industriali, miliardari e ricconi vari compresi.

Una provocazione? Niente affatto, anche se a lanciarla è un artista di orignie tedesche, Enno Schmidt, non nuovo a simili iniziative a favore del reddito minimo garantito. Il New York Times però non è un giornale che di solito dedica colonne a idee balzane, e infatti intervistando Schmidt emerge quanto meno la ratio del provvedimento: fornire ai poveri e ai disoccupati (perché ci sono anche in Svizzera) la dignità che meritano, ma soprattutto dare "una marcia in più" a chi non avrebbe bisogno di denaro. Ed ecco gli esempi: con uno stipendio extra qualcuno potrebbe decidere di lavorare di meno, e fare del bene al prossimo; qualcun altro di mettere su un'attività imprenditoriale, anche piccola; altri svilupperebbero la creatività o migliorerebbero il proprio quartiere, la scuola dei figli, l'ambiente circostante. Il tutto con un effetto che si estenderebbe anche oltre i confini svizzeri.

Utopie? Forse. Fatto sta che alcune catene della grande distribuzione come Aldi e Lidl hanno deciso di aumentare i loro stipendi a 4000 franchi. Lo vedono come un modo per migliorare la loro immagine e di evitare forme di boicottaggio da parte della popolazione. Il mega salario minimo servirebbe anche a risolvere un altro problema che è quello dell'insufficienza della paga in alcuni settori economici svizzeri come la ristorazione, la cura personale, il turismo e l'agricoltura.

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Ben 4000 franchi svizzeri, circa 3250 euro. Salario che al New York Times hanno battezzato più o meno "lo stipendio per respirare". Si tratta di un possibile, futuro "reddito minimo" di cui si discute in Svizzera che ha appena bocciato per converso il tetto di 12 volte lo stipendio minimo aziendale per le retribuzioni dei manager. Paga a favore della quale sono state presentate 125mila firme. Non pensate però a niente che abbia a che fare con la sussistenza o la povertà: la richiesta dei promotori è molto più semplice, e parla di un vero e proprio salario che lo stato elvetico dovrebbe corrispondere a ciascuno degli otto milioni di abitanti. Banchieri, industriali, miliardari e ricconi vari compresi.

Una provocazione? Niente affatto, anche se a lanciarla è un artista di orignie tedesche, Enno Schmidt, non nuovo a simili iniziative a favore del reddito minimo garantito. Il New York Times però non è un giornale che di solito dedica colonne a idee balzane, e infatti intervistando Schmidt emerge quanto meno la ratio del provvedimento: fornire ai poveri e ai disoccupati (perché ci sono anche in Svizzera) la dignità che meritano, ma soprattutto dare "una marcia in più" a chi non avrebbe bisogno di denaro. Ed ecco gli esempi: con uno stipendio extra qualcuno potrebbe decidere di lavorare di meno, e fare del bene al prossimo; qualcun altro di mettere su un'attività imprenditoriale, anche piccola; altri svilupperebbero la creatività o migliorerebbero il proprio quartiere, la scuola dei figli, l'ambiente circostante. Il tutto con un effetto che si estenderebbe anche oltre i confini svizzeri.

Utopie? Forse. Fatto sta che alcune catene della grande distribuzione come Aldi e Lidl hanno deciso di aumentare i loro stipendi a 4000 franchi. Lo vedono come un modo per migliorare la loro immagine e di evitare forme di boicottaggio da parte della popolazione. Il mega salario minimo servirebbe anche a risolvere un altro problema che è quello dell'insufficienza della paga in alcuni settori economici svizzeri come la ristorazione, la cura personale, il turismo e l'agricoltura.

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