Dieci anni fa gli italiani indicavano soprattutto disoccupazione, tasse e immigrazione. Nel luglio 2026 la sanità sale al primo posto, seguita dal costo della vita e dalla criminalità. Il sondaggio SWG registra anche una netta distanza politica: gli elettori della maggioranza indicano soprattutto la criminalità, quelli dell’opposizione il funzionamento della sanità.
Dal 10% del 2015 al 43% del 2026: la sanità domina, mentre disoccupazione e fisco scendono
Gli elettori che sostengono la maggioranza indicano la criminalità al 58%, seguita dall’immigrazione al 41%. Sanità e aumento dei prezzi si fermano entrambe al 31%, mentre tasse e fisco raccolgono il 22%. Tra gli elettori dell’opposizione la prima urgenza è invece la sanità, scelta dal 51%; seguono aumento dei prezzi al 40%, criminalità al 29%, ambiente e inquinamento al 25% e prospettive per i giovani al 22%.
Sul campione nazionale, la sanità raggiunge il 43% e precede l’aumento dei prezzi, al 37%, e la criminalità, al 36%. L’immigrazione è indicata dal 22%, l’ambiente e l’inquinamento dal 20%. Sistema previdenziale e prospettive per i giovani sono entrambi al 16%; sviluppo economico e tasse si fermano al 15%, la disoccupazione al 13%.

La crescita della sanità rappresenta la trasformazione più ampia. Nel 2015 era citata dal 10% degli intervistati. L’indicatore è salito negli anni successivi, ha registrato una nuova accelerazione dopo il 2022 e ha raggiunto il 50% nel 2024. Nel luglio 2026 si attesta al 43%, sette punti sotto il massimo ma ancora al primo posto.
La fine dell’emergenza Covid non ha riportato la sanità ai livelli precedenti. L’accesso ai servizi, i tempi e il funzionamento del sistema continuano a preoccupare una quota di popolazione più di quattro volte superiore rispetto al 2015.

Le preoccupazioni economiche hanno seguito direzioni differenti. Nel 2015 la disoccupazione era al 41% e occupava uno dei primi posti; nel 2026 scende al 13%. Tasse e fisco passano dal 32% al 15%. Lo sviluppo economico, salito fino al 25% nel 2018, si ferma anch’esso al 15%.
L’aumento dei prezzi ha preso il posto occupato in passato dal lavoro e dal fisco. Dopo valori più contenuti nella seconda metà dello scorso decennio, raggiunge il 54% nel 2022, anno del massimo registrato dalla serie. La quota è poi diminuita fino al 37% del 2026, sufficiente per mantenere il costo della vita al secondo posto.

La criminalità ha compiuto il percorso opposto rispetto alla disoccupazione. Era al 23% nel 2015, è scesa fino al 13% nel 2022 e nei quattro anni successivi è risalita al 36%, il livello più alto della serie riportata.
L’immigrazione partiva dal 35% nel 2015. Dopo il minimo del 14% nel 2022, è risalita al 22%, rimanendo molto distante dalla criminalità. I due indicatori, quasi allineati nel 2022, nel 2026 sono separati da quattordici punti.

La rilevazione è stata eseguita da SWG dal 7 al 9 luglio 2026 con metodo CAWI, su un campione rappresentativo nazionale di 800 soggetti maggiorenni. Per la domanda sulle principali preoccupazioni ogni intervistato poteva indicare fino a tre risposte.

