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Economia
Sciopero, metalmeccanici in piazza: "Rimettere al centro lavoro e industria"

"Futuro per l’industria”. I metalmeccanici di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil scendono in piazza per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l'industria, i salari, i diritti. Dopo lo sciopero di 8 ore indetto per oggi, le manifestazioni a Milano, Firenze e Napoli hanno visto la partecipazione dei segretari generali della Cgil Maurizio Landini e della Fim Marco Bentivogli a Milano. Dei segretari generali della Cisl Annamaria Furlan e della Uilm Rocco Palombella a Firenze e dei segretari generali della Uil Carmelo Barbagallo e della Fiom Francesca Re David a Napoli.  

Il comizio a Napoli si è aperto con il suono di una sirena e un minuto di silenzio per lo scioperogenerale dei metalmeccanici per ricordare i quasi 300 lavoratori morti sui luoghi di lavoro. Il corteo unitario a Napoli, partito da piazza Mancini, e' stato aperto dallo striscione dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento Whirlpool di Napoli.

Nel capoluogo partenopeo sono confluiti i lavoratori di Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, con la presenza di tutti i settori metalmeccanici, dall'automotive alla siderurgia, dall'informatica alla cantieristica, dall'aerospazio alle installazioni e all'elettrodomestico. Dopo il minuto di silenzio, si e' esibita l'attrice Rosalia Porcaro con un monologo sulle condizione delle operaie pensando in particolare alla vertenza Whirlpool.

Prima delle conclusioni di Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil, sono intervenuti le delegate e i delegati di Whirlpool di Napoli, di Blutec di Tito, di Blutec di Termini Imerese, dell'ex Ilva ora ArcelorMittal di Taranto, della Schneider Electric di Napoli, della TFA ex Firema di Caserta. Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil ha chiesto nel suo intervento di rimettere al centro il lavoro e l'industria.

"Lo sciopero dei metalmeccanici di oggi - ha detto la Re David - guarda al governo e alle imprese, guarda alla svalorizzazione del lavoro, alla mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale nel Paese, che sta diventando un terra di conquista delle multinazionali, con la conseguenza che l'Italia sta perdendo la sua ricchezza industriale".

"Sono 160 - ha ricordato la leader della Fiom - i tavoli di crisi aziendali aperti al Ministero dello Sviluppo Economico e sta aumentando l'utilizzo degli ammortizzatori sociali in tutti i settori. Negli anni della crisi, tra i metalmeccanici, si sono persi circa 300.000 posti di lavoro, complessivamente; si e' perso circa il 25% della capacita' produttiva istallata, in particolare in alcune aree industriali del Sud del Paese".

"Oggi - ha aggiunto - chiediamo, insieme alle altre organizzazioni sindacali, che l'industria, gli investimenti pubblici e privati e l'occupazione vengano messi al centro degli interessi del Paese. Lo sciopero di oggi e' importante per rilanciare la contrattazione collettiva anche in vista del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici in scadenza a fine anno. Il nuovo contratto dovra' valorizzare il contratto in essere, centrando gli obiettivi come l'aumento dei salari, la riduzione dell'orario, l'organizzazione del lavoro anche attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie, la formazione, la tutela della salute e della sicurezza". "I metalmeccanici - ha concluso Re David - si assumono la responsabilita' di rimettere al centro del dibattito pubblico e politico del Paese il lavoro e l'industria e in questo senso guardano alla prospettiva dello sciopero generale unitario del prossimo autunno". 

Il Governo deve "decidere che cosa fare rispetto a cosa chiede l'Europa, quale legge di stabilità si fa. E' chiaro che noi non escludiamo nulla ma tutto questo lo decideremo insieme, e insieme a Cisl e Uil, perché la novità di questa fase è una ritrovata capacità di azione unitaria che è un bene prezioso che va salvaguardato”, ha tuonato Landini interpellato sull'ipotesi di uno sciopero generale, nel corso della manifestazione a Milano. 

"Noi - puntualizza Landini - non abbiamo pregiudiziali e non le abbiamo mai avute nei confronti di nessun governo. Però il problema sono le politiche che vengono fatte, e se le persone che noi rappresentiamo, i giovani i lavoratori e i pensionati, hanno dei miglioramenti o no rispetto alla loro condizione".  " Il governo - ribadisce Landini - fino ad oggi si è sottratto al confronto con il sindacato, noi siamo in piazza proprio perché non ci stanno ascoltando, e diciamo anche agli imprenditori che devono fare la loro parte. Questo è l'anno del rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, questo vale per il governo ma vale anche per gli imprenditori. Ci sono contratti che è 12 anni che non si rinnovano, penso ai contratti della sanità privata, del multiservizio, della vigilanza. Le controparti devono decidere, non si può dire che si fa il patto con i sindacati e poi non si rinnovano i contratti".

"Lo stesso il governo: deve dire se si rinnovano i contratti per la scuola, per la ricerca e per il pubblico impiego, stiamo parlando di milioni di lavoratori.  Visto che si sta parlando tanto di salario minimo - sottolinea Landini -, sarebbe ora di parlare di salario massimo, di salario, e di come si aumentano davvero i salari di tutti. Questo lo si fa rinnovando i contratti e facendo una riforma fiscale degna di questo nome". Sul fronte del fisco, poi, "la riforma fiscale - dice Landini - non è la flat tax, la riforma fiscale è combattere l'evasione, combattere la corruzione abbassare le tasse a quelli che le pagano, lavoratori e pensionati. Questa è la riforma fiscale da fare, ed è quello che stiamo chiedendo”.

"Il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po' come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave?”, dice invece Marco Bentivogli, segretario Fim-Cisl.  "In un anno e due mesi di Governo si sta mortificando questa Italia con i condoni fiscali, i sussidi e con la fine degli investimenti sulla industria. Bisogna far ripartire il paese con equita' e giustizia" ha aggiunto Bentivogli. "Il Mise e' un diventato un luogo fantasma, si convocano per inerzia le parti ma non si trova mai nessuna soluzione".

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