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Economia
stefano fassina

Archiviata la pratica Imu, il governo si trova ad affrontare la scadenza dell'aumento dell'Iva che in mancanza di interventi scattera' a partire dal 1 ottore. A riaprire la questione, messa nel cassetto a luglio scorso con il rinvio a ottobre, e' il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, secondo cui l'intervento sull'Imu ha cancellato "risorse preziose", rendendo "irrimediabile" l'aumento dell'imposta sui consumi. Il Pdl attacca Fassina e parla di "provocazione", mentre dal governo si fa presente che "la scadenza non e' imminente, c'e' ancora qualche settimana di tempo per lavorare". Ma si lascia chiaramente intendere che "la via e' stretta".

Posticipare l'aumento di ottobre almeno al 1 gennaio 2014 e quindi sterilizzare l'Iva per l'ultimo trimestre di questa'anno costera' un miliardo di euro. Una somma, fanno presente fonti ministeriali, che non e' cosi' facile individuare soprattutto per la ristretta scadenza temporale di un trimestre. Inoltre, bisognera' cercare il miliardo esattamente 15 giorni prima del decreto che dovra' indicare i due miliardi e rotti che serviranno per cancellare la seconda rata dell'Imu, su cui ieri si e' siglata l'intesa politica nella maggioranza. A questa cifra, bisogna aggiungere un altro mezzo miliardo per la sconda tranche di finanziamento della cassa integrazione in deroga e i fondi per gli esodati. Probabile dunque, proseguono le stesse fonti, che si debba intervenire con nuovi ritocchi alle accise o a aumenti di altre tasse, anche perche' intervenire con nuovi tagli alla spesa sara' complicato visto che ci si trova alla fine dell'anno, quando la gran parte delle voci in bilancio sono state gia' tagliate. L'unico punto fermo, e' la posizione dell'esecutivo, resta l'accordo preso con l'Europa: "qualsiasi misura si decidera' non dovra' portarci a sforare la soglia del 3%"

Le parole di Fassina, pronunciate all'indomani della 'tregua' sull'Imu tra i due principali azionisti del governo, ha suscitato la reazione polemica del partito di Silvio Berlusconi. Lo stesso ex premier ribadisce che "l'abolizione dell'Imu e' stato un primo passo importante ma bisogna fare molto di piu', senza una scossa da parte del governo pagheremmo un prezzo altissimo: evitare l'aumento dell'Iva si puo' e si deve fare". Ma dopo le parole di Fassina arriva anche anche uno stop da parte degli stessi esponenti del Pd. Il responsabile economia di largo del Nazareno, Matteo Colaninno, precisa che "il Pd mettera' in atto ogni sforzo per far si' che non ci sia il previsto aumento delle aliquote". E anche il sottosegretario al Tesoro, Pierpaolo Baretta, inserisce tra le priorita' del governo "le risorse necessarie per finanziare il rimanente 50% della Cig, la seconda rata dell'Imu e per evitare l'aumento dell'aliquota Iva". E' interesse di tutti che si faccia, aggiunge Baretta, e il governo lavorera' per trovar le risorse necessarie, aggiunge. Per Angelino Alfano un altro obiettivo importante che abbiamo per settembre e' quello di evitare l'aumento dell'Iva di un punto percentuale e siamo fiduciosi di farcela". L'Iva "non aumentera'", assicura il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. "Mi sembra che qualcuno voglia fare a gara, quando si risolve un problema a mettere un altro ostacolo davanti al cammino del governo - aggiunge - ma affronteremo il problema entro il 30 settembre e prima di creare nuova sfiducia". "Preoccupata" anche la numero uno della Cgil, Susanna Camusso, gia' molto critica nei confronti del governo sulla decisione di abolire l'Imu. "Siamo molto preoccupati dall'idea che si voglia aumentare l'Iva - dice - perche' questo vorrebbe dire di nuovo per le fasce piu' deboli avere un aumento dei costi".

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