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Settembre, tempesta perfetta sui mercati? Fed e bolla IA spaventano Wall Street

Settembre si presenta come uno dei mesi più delicati dell’anno per i mercati finanziari: ecco perchè

Settembre, tempesta perfetta sui mercati? Fed e bolla IA spaventano Wall Street
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Settembre si presenta come uno dei mesi più delicati dell’anno per i mercati finanziari. Wall Street arriva all’appuntamento sostenuta dalla crescita degli utili e dall’euforia per l’intelligenza artificiale, ma il quadro sta diventando più complesso. Il ritorno delle pressioni sui tassi, valutazioni elevate e una concentrazione sempre maggiore dei rialzi sui grandi titoli tecnologici potrebbero aumentare sensibilmente la volatilità.

Il primo fronte è quello della Federal Reserve. L’inflazione americana continua a rappresentare un problema e la possibilità di una politica monetaria più restrittiva di quanto sperato dagli investitori torna a pesare sulle aspettative. Se i rendimenti dei Treasury dovessero consolidarsi su livelli elevati o salire ulteriormente, il mercato azionario potrebbe trovarsi improvvisamente davanti a un concorrente molto più difficile da ignorare.

Il meccanismo è particolarmente importante per il settore tecnologico. Tassi più alti riducono infatti il valore attuale degli utili futuri e colpiscono soprattutto quelle società per le quali gli investitori stanno pagando oggi multipli molto elevati nella convinzione di una crescita eccezionale negli anni a venire. Ed è proprio qui che entra in gioco l’intelligenza artificiale. L’IA rappresenta probabilmente la più importante trasformazione tecnologica degli ultimi anni. Gli investimenti delle grandi società americane sono enormi, la richiesta di semiconduttori e capacità di calcolo rimane elevatissima e la costruzione di data center sta mobilitando capitali senza precedenti. Il mercato, però, sembra avere già incorporato una parte significativa di questa rivoluzione nelle quotazioni. Il rischio è che si sia creato un divario crescente tra aspettative e risultati effettivamente realizzabili. Parlare di bolla non significa negare il potenziale dell’intelligenza artificiale. Anche internet cambiò realmente il mondo, ma alla fine degli anni Novanta gli investitori finirono per attribuire valutazioni eccessive a moltissime aziende. Quando le aspettative diventarono impossibili da soddisfare, la correzione fu violentissima.

Oggi esistono differenze sostanziali. I colossi tecnologici protagonisti della corsa all’IA generano utili e flussi di cassa enormi e dispongono di bilanci solidi. Ma anche una grande azienda può diventare un cattivo investimento quando viene acquistata a un prezzo che presuppone una crescita quasi perfetta per molti anni. Settembre potrebbe quindi rappresentare una prova importante per Wall Street. Gli investitori guarderanno contemporaneamente ai dati sull’inflazione, al mercato del lavoro, alle indicazioni della Fed e soprattutto alla capacità delle società tecnologiche di trasformare gli investimenti miliardari nell’IA in nuovi ricavi e profitti.

Il rischio maggiore potrebbe arrivare proprio dalle aspettative. Dopo una corsa così importante non è necessariamente necessario un deterioramento degli utili per provocare una correzione. Potrebbe essere sufficiente una crescita leggermente inferiore alle previsioni oppure indicazioni più prudenti da parte dei management. In Europa il quadro appare meno esasperato sul fronte delle valutazioni. Gli indici presentano una maggiore esposizione a banche, industria, energia e settori tradizionali e una minore dipendenza dai giganti tecnologici. Questo non rende però il Vecchio Continente immune da un’eventuale correzione americana: una forte discesa del Nasdaq finirebbe inevitabilmente per condizionare anche le Borse europee.

Per gli investitori settembre potrebbe dunque segnare il ritorno della selettività. Dopo mesi nei quali l’IA è stata sufficiente per attirare capitali su numerosi titoli, il mercato potrebbe iniziare a distinguere maggiormente tra aziende capaci di monetizzare realmente la nuova tecnologia e società sostenute prevalentemente dalle aspettative. La partita dei prossimi mesi si giocherà soprattutto su tre variabili: utili, tassi e valutazioni. Finché i profitti continueranno a crescere, Wall Street potrà mantenere una buona capacità di resistenza. Ma se contemporaneamente i tassi dovessero salire e le aspettative sull’intelligenza artificiale ridimensionarsi, la combinazione potrebbe diventare molto più pericolosa. L’IA può continuare a cambiare il mondo. La vera domanda per settembre è un’altra: quanto di quel futuro è già stato pagato oggi a Wall Street?

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