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L’Italia sposta alcuni jet da Ta’if dopo l’attacco: perché aumenta il rischio nel Golfo

Dopo l’attacco a un Eurofighter, Roma ridisloca parte dei velivoli. Nuovi raid Houthi aumentano i rischi nell’area

L’Italia sposta alcuni jet da Ta’if dopo l’attacco: perché aumenta il rischio nel Golfo

L’Italia ha iniziato a ridislocare alcuni velivoli militari presenti nella base saudita di Ta’if dopo l’attacco che ha colpito un Eurofighter dell’Aeronautica. Secondo Repubblica, che cita fonti governative di alto livello, alcuni aerei sono già stati spostati verso postazioni considerate più sicure. Il trasferimento non equivale al ritiro dell’intero contingente italiano dall’Arabia Saudita.

La decisione arriva dopo una sequenza di attacchi attribuiti agli Houthi, che ha raggiunto prima la base di Ta’if e successivamente l’area di Riad. Il Ministero della Difesa ha confermato ufficialmente che un F-2000 italiano è stato colpito nella notte tra il 17 e il 18 settembre e che nessun militare italiano è rimasto ferito.

Jet italiani Arabia Saudita: perché Ta’if è diventata più esposta

Il caccia italiano colpito si trovava in un’area decentrata della base. Dopo l’attacco, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha chiesto ai vertici militari una nuova valutazione sulle condizioni del personale e sulle possibili opzioni operative.

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Secondo Repubblica, tra i mezzi considerati per la ridislocazione ci sono Eurofighter e velivoli da trasporto. Particolare attenzione viene riservata anche al Gulfstream G-550 CAEW, utilizzato per sorveglianza aerea, comando, controllo e comunicazioni. L’Aeronautica lo definisce uno dei sistemi multisensore più avanzati in servizio nelle forze aeree europee.

Le modalità e la destinazione di ogni singolo mezzo non sono state comunicate ufficialmente dalla Difesa. È quindi più corretto parlare di ridislocazione di parte degli assetti e non di evacuazione completa.

Jet italiani Arabia Saudita: gli attacchi sono arrivati fino a Riad

Nelle ore successive, l’allarme aereo è scattato anche nella capitale saudita. Secondo ANSA, esplosioni e un incendio hanno interessato l’area vicina all’aeroporto di Riad e un serbatoio di carburante Aramco.

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La Difesa sta valutando la posizione degli oltre 400 militari italiani presenti nell’area mediorientale, con personale dislocato non soltanto in Arabia Saudita ma anche negli Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein.

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Crosetto ha precisato che “l’Italia non è in guerra”, contestando ricostruzioni differenti sulla natura della presenza militare italiana. La dichiarazione del ministro non elimina però la necessità operativa di proteggere uomini e mezzi da attacchi che negli ultimi giorni hanno raggiunto direttamente installazioni utilizzate dal contingente.

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