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Siena, il piano per l’aeroporto di Ampugnano solleva le associazioni locali: “Danni ambientali e conti che non tornano”

Siena, il piano per l’aeroporto di Ampugnano solleva le associazioni locali: “Danni ambientali e conti che non tornano”

Un utilizzo poco oculato delle risorse pubbliche, un impatto negativo sul paesaggio toscano e danni ambientali considerevoli per l’aumento dei voli giornalieri di collegamento con Roma. Questi e molti altri aspetti negativi caratterizzano il nuovo piano di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, in provincia di Siena, secondo gli oppositori del progetto.

L’operazione, che si inserisce nel più ampio progetto di Regional Air Mobility per creare una rete di voli a corto raggio tramite velivoli leggeri, è entrata nel vivo con la formale apertura della Conferenza dei Servizi da parte di ENAC Servizi. L’iniziativa prevede un investimento pubblico di 34 milioni di euro per un’imponente ristrutturazione dello scalo senese da oltre 84.000 metri cubi — comprensiva di un terminal passeggeri da 7.200 metri quadri, quattro hangar industriali e l’estensione dei piazzali.

Tuttavia, secondo le associazioni contrarie all’ampliamento, tra cui AMST, AUSA e Italia Nostra, dietro le promesse dei sostenitori di rilanciare l’economia e intercettare un turismo d’élite la matematica dei numeri svelerebbe una struttura insostenibile: il piano d’esercizio prevede infatti appena quattro voli giornalieri per Roma Urbe con velivoli turboelica da otto o nove posti, per un totale stimato di soli 18.000 passeggeri all’anno. Una cifra irrisoria di fronte alla soglia minima di pareggio economico per uno scalo civile, di norma fissata nel settore attorno al milione di passeggeri.

Contro questo piano si è schierato un fronte compatto di opposizione civica, politica e istituzionale. Guidata dal Comune di Sovicille e dal sindaco Giuseppe Gugliotti, la mobilitazione del territorio vede in prima linea il Comitato AmpugnaNO, che ha di recente inviato una richiesta formale alle Commissioni Trasporti e Ambiente della Regione Toscana per ottenere un’audizione pubblica e il congelamento di qualsiasi contributo finanziario pubblico a ENAC Servizi. L’obiettivo prioritario del territorio è infatti quello di impedire la realizzazione del progetto e sostenere il passaggio di proprietà dei circa 176 ettari del demanio aeroportuale al Comune di Sovicille destinandoli a un parco pubblico e sportivo.

Nel mirino dell’istanza presentata a Firenze c’è anche l’impianto fotovoltaico da 20 ettari annesso allo scalo. Le stime di produzione presentate risulterebbero del tutto irrealistiche rispetto alle rese medie della campagna senese, ridimensionando drasticamente i ricavi previsti e facendo crollare la sostenibilità finanziaria dell’intero piano.

La componente fotovoltaica per il momento sembra però non verrà inclusa nel primo blocco di interventi in Conferenza dei Servizi, ma c’è un altro maxi progetto sulle rinnovabili che impensierisce gli abitanti della vicina Piana di Rosìa. A pochi chilometri dallo scalo è in discussione infatti la costruzione di un mega-progetto agrivoltaico avanzato dalla società Revalue Energies, che prevede l’installazione di circa 180.000 pannelli solari per un’estensione pari a 238 ettari. Un’iniziativa dall’alto impatto visivo, che arreca danno all’Acquifero del Luco, una riserva potabile vitale per l’intera provincia di Siena, e alle produzioni agricole di pregio, con le attività tradizionali marginalizzate dall’ombra permanente dei pannelli.

Il timore espresso dalle comunità locali è che questo progetto sia il primo passo verso la trasformazione di questo scorcio di campagne senesi in un polo infrastrutturale e industriale con l’intento finale di sottrarre l’intera area alle tutele del Piano Paesaggistico Regionale, bollando il territorio come “già compromesso”. Ed è proprio per questo che l’impatto di due progetti così apparentemente diversi deve essere analizzato in maniera articolata e in un’ottica unica, sommando i loro effetti negativi di lungo periodo sul territorio toscano.

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