Simest, giovani e donne alla guida: i numeri dell’azienda Cdp
In Simest quattro manager su dieci sono donne e circa il 35% delle posizioni di responsabilità è affidato a professionisti con meno di 40 anni. È la fotografia dell’organizzazione della società del gruppo Cdp emersa dall’intervento di Elisabetta Calise, direttore persone e organizzazione di Simest, al “Future @Work 2026”, l’iniziativa promossa da Hrc Community per approfondire i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro e le nuove sfide nella gestione delle risorse umane.
«In Simest circa il 35% dei ruoli di responsabilità è ricoperto da manager under 40 e le donne rappresentano il 40% delle posizioni manageriali». I numeri illustrati da Calise testimoniano l’attenzione della società alla valorizzazione delle competenze e alla costruzione di un ambiente professionale nel quale età e genere non rappresentino ostacoli all’assunzione di responsabilità e alle opportunità di crescita.
Il confronto tra generazioni
Il confronto tra generazioni e l’evoluzione dei modelli organizzativi sono stati tra i temi principali dell’intervento, che ha posto l’accento sulla necessità di ripensare i tradizionali criteri con cui le aziende riconoscono il talento e attribuiscono ruoli e responsabilità. In questa visione, l’esperienza professionale e il potenziale delle nuove generazioni devono diventare elementi complementari, capaci di rafforzare la qualità delle decisioni e favorire l’innovazione.
«La distanza non è tanto anagrafica, quanto organizzativa. A fare la differenza – ha osservato Calise – è la capacità di riconoscere competenze e potenziale, distribuendo fiducia e responsabilità senza che l’anzianità si traduca automaticamente in maggiore autorevolezza o che la giovane età diventi una sala d’attesa. La sfida per le imprese è superare le gerarchie implicite e creare le condizioni perché ciascuno possa esprimere il proprio valore e generare impatto, indipendentemente dall’età e dalla posizione ricoperta».
Un approccio che trova applicazione anche nelle iniziative avviate da Simest per accompagnare lo sviluppo professionale delle proprie persone. Tra queste figura Empower Professionals, il progetto dedicato all’individuazione e alla valorizzazione delle professionalità in grado di generare un contributo significativo ai risultati aziendali, attraverso la promozione di una leadership diffusa e il riconoscimento delle competenze individuali. «Crescere non significa necessariamente salire nella gerarchia. Significa anche costruire e rendere riconoscibile il proprio contributo all’organizzazione» ha aggiunto la manager di Simest.
Alla base del progetto c’è una concezione dello sviluppo professionale che supera la tradizionale corrispondenza tra carriera e progressione gerarchica. La crescita delle persone viene così interpretata anche come possibilità di ampliare le proprie competenze, assumere nuove responsabilità e contribuire in maniera sempre più incisiva agli obiettivi dell’organizzazione, indipendentemente dalla posizione occupata.
La prospettiva delineata da Simest punta, dunque, a favorire un modello aziendale nel quale il patrimonio di conoscenze maturato dalle figure più esperte possa integrarsi con le capacità, le sensibilità e le idee dei professionisti più giovani. Un incontro tra esperienze differenti che diventa occasione di apprendimento reciproco e strumento per affrontare con maggiore efficacia le trasformazioni del lavoro. L’obiettivo è costruire un’organizzazione nella quale la diversità generazionale e professionale rappresenti un fattore di competitività e nella quale il riconoscimento del merito, la circolazione delle competenze e la partecipazione delle persone contribuiscano alla crescita dell’intera azienda.
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