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Statale di Milano 2026/27, quanto costa davvero? Da 146 euro a oltre 4 mila

Statale di Milano 2026/27, quanto costa davvero? Da 146 euro a oltre 4 mila
Statale di Milano

Milano – Studiare alla Statale nel 2026/27 può costare appena 146 euro di tasse obbligatorie a uno studente in corso con ISEE universitario fino a 30.000 euro. All’estremo opposto, la seconda rata massima può superare i 4.100 euro per i corsi dell’area contributiva più elevata. Una forbice enorme, che spiega perché chiedersi semplicemente “quanto costa la Statale?” abbia poco senso senza conoscere ISEE, corso di laurea e situazione dello studente.

C’è poi un apparente paradosso.

Nell’ultima indagine dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori dedicata ai costi universitari, la Statale di Milano risultava l’università pubblica più cara tra gli atenei monitorati per la fascia di reddito più elevata, con una media di 3.808,56 euro.

Come può essere contemporaneamente un’università da 146 euro e una delle più costose?

La risposta sta nel modo in cui viene calcolata la contribuzione.

Quanto costa la Statale di Milano nel 2026/27

Le tasse dell’Università degli Studi di Milano sono divise in due rate. La prima rata è uguale per tutti e vale 146 euro.

È composta da:

  • 130 euro di tassa regionale per il diritto allo studio;
  • 16 euro di imposta di bollo.

La seconda rata è invece la vera variabile.

Il suo importo dipende da tre elementi fondamentali:

ISEE Università, corso frequentato e posizione dello studente rispetto alla durata normale degli studi.

È quindi possibile che due studenti iscritti alla stessa università paghino importi molto diversi.

No Tax Area Statale: chi ha ISEE fino a 30 mila euro non paga la seconda rata

Il primo numero da ricordare è: 30.000 euro.

Gli studenti in corso o fuori corso da non più di un anno con ISEE Università non superiore a questa soglia non devono pagare la seconda rata.

Il costo universitario ordinario si ferma quindi ai 146 euro iniziali.

SituazionePrima rataSeconda rataTotale
In corso, ISEE ≤ €30.000€146€0€146
Fuori corso da 1 anno, ISEE ≤ €30.000€146€0€146
ISEE > €30.000€146variabilevariabile

Naturalmente possono esistere situazioni particolari e ulteriori contributi legati a specifiche attività o percorsi.

Ma il principio generale è molto chiaro.

Per una famiglia con ISEE entro 30 mila euro, la retta universitaria può rappresentare una parte quasi marginale del costo complessivo di studiare a Milano.

Il problema diventa la città.

Superati i 30 mila euro, quanto aumenta la retta?

Non c’è un salto improvviso dalla No Tax Area alla contribuzione massima.

Superata la soglia dei 30.000 euro, il contributo cresce progressivamente sulla base dell’ISEE.

Inoltre i corsi sono suddivisi in differenti aree contributive.

Questo significa che, a parità di ISEE, il corso frequentato può modificare la seconda rata.

Per gli importi massimi il divario è significativo: la seconda rata può arrivare a circa 3.204 euro per i corsi di Area A e a 4.101,12 euro per quelli di Area B.

A questi importi bisogna aggiungere la prima rata.

In uno scenario di contribuzione massima, quindi, il totale può arrivare indicativamente a:

AreaPrima rataSeconda rata massimaTotale
Area A€146€3.204€3.350
Area B€146€4.101,12€4.247,12

La distanza rispetto ai 146 euro della No Tax Area è enorme.

Ed è proprio questa forbice che bisogna considerare quando si confronta la Statale con altre università.

Statale università pubblica più cara? Cosa dice davvero Federconsumatori

Qui arriviamo al dato che può generare maggiore confusione.

L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha confrontato un campione di università pubbliche italiane analizzando la contribuzione in differenti fasce economiche.

Per la fascia più alta monitorata, Milano risultava al primo posto.

I valori rilevati erano:

TipologiaCosto rilevato
Corsi umanistici€3.360
Corsi scientifici€4.257,12
Media€3.808,56

Pavia seguiva con una media di 3.742 euro.

Questo non significa però che uno studente medio della Statale paghi 3.808 euro all’anno.

Ed è una distinzione fondamentale.

Il dato Federconsumatori riguarda la fascia economica più elevata considerata dall’indagine e serve soprattutto a confrontare quanto possono diventare onerosi gli atenei per le famiglie che non beneficiano delle riduzioni.

Non rappresenta la retta pagata da tutti gli iscritti.

ISEE Statale 2026/27: la data da segnare è il 10 ottobre

Per ottenere la riduzione della seconda rata non basta avere un ISEE basso.

Bisogna richiedere correttamente l’ISEE Università.

Per il 2026/27 la scadenza ordinaria è fissata al: 10 ottobre 2026.

L’attestazione deve essere specificamente valida per le prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario.

Per l’anno accademico 2026/27 vengono presi in considerazione i redditi familiari del 2024 e il patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto al 31 dicembre 2024.

Chi richiede l’ISEE dall’11 ottobre al 31 dicembre 2026 può ancora ottenere la contribuzione ridotta, ma deve pagare una sanzione di 250 euro.

Dopo il 31 dicembre il rischio diventa molto più pesante: si paga l’importo massimo della seconda rata.

Dimenticare l’ISEE può costare oltre 4 mila euro

Facciamo un esempio molto semplice.

Uno studente in corso ha una situazione economica che gli consentirebbe di beneficiare della No Tax Area.

Se presenta correttamente l’ISEE entro i termini: seconda rata: zero.

Se invece non presenta l’attestazione entro il termine finale, può vedersi attribuire la contribuzione massima.

Per un corso di Area B significa arrivare a una seconda rata di oltre: 4.100 euro.

Una dimenticanza burocratica può quindi avere un impatto economico superiore a quello di diversi mesi di affitto.

Per una famiglia è una delle scadenze più importanti dell’intero anno universitario.

Borse di studio: domanda entro il 30 settembre 2026

Un’altra data fondamentale arriva ancora prima.

Per le borse regionali per il diritto allo studio 2026/27, la domanda alla Statale può essere presentata dal 10 luglio al: 30 settembre 2026.

Le graduatorie provvisorie vengono pubblicate indicativamente a fine ottobre, mentre quelle definitive arrivano a fine novembre.

Essere beneficiario della borsa non significa soltanto ricevere un sostegno economico.

Comporta anche: l’esenzione dalla seconda rata universitaria e un pasto gratuito a mezzogiorno dal lunedì al sabato.

Per i beneficiari parziali è invece previsto un esonero del 50% dalla seconda rata.

Per un fuorisede la borsa può cambiare completamente il budget

Il valore del diritto allo studio diventa ancora più evidente per chi arriva a Milano da un’altra città.

In Lombardia, per il 2026/27, le borse regionali medie previste sono nell’ordine di:

  • circa 2.991 euro per gli studenti in sede;
  • circa 4.191 euro per i pendolari;
  • circa 7.172 euro per i fuorisede.

L’accesso dipende naturalmente dai requisiti economici e di merito previsti ma sono sicuramente prezzi diversi rispetto all’Università Bocconi.

Ma per un fuorisede il confronto è interessante.

Una stanza da 600 euro al mese costa: 7.200 euro all’anno.

Una borsa nell’ordine dei 7.172 euro ha quindi un valore teoricamente molto vicino a dodici mesi di quel canone.

Non significa che “la Regione paga l’affitto”, perché modalità, servizi e importi effettivi dipendono dalla posizione dello studente.

Ma dà una misura concreta dell’importanza della domanda per il diritto allo studio.

Quanto costa vivere a Milano se si studia alla Statale

Ed eccoci al vero problema.

Uno studente con ISEE fino a 30.000 euro può pagare appena 146 euro di tasse universitarie.

Ma deve vivere a Milano.

Per una stanza singola possiamo continuare a utilizzare come scenario prudenziale una fascia indicativa di 600-800 euro al mese, con valori superiori nelle zone più centrali e richieste.

StanzaCosto annuale
€600/mese€7.200
€700/mese€8.400
€800/mese€9.600
€900/mese€10.800

Il confronto è quasi paradossale.

Con No Tax Area:

università: 146 euro

stanza da 700 euro: 8.400 euro

La casa costa oltre 57 volte le tasse universitarie obbligatorie.

Quanto costa un anno alla Statale per un fuorisede

Costruiamo allora tre scenari.

Utilizziamo sempre una stanza da 700 euro al mese, quindi 8.400 euro annui.

ScenarioTasseStanzaTasse + stanza
No Tax Area€146€8.400€8.546
Contribuzione Area A massima€3.350€8.400€11.750
Contribuzione Area B massima€4.247,12€8.400€12.647,12

Sono simulazioni, non costi medi degli studenti.

Servono però a mostrare una cosa.

Anche nello scenario di contribuzione universitaria più elevata, l’alloggio continua a rappresentare una delle voci principali del budget.

Nello scenario No Tax Area, invece, domina completamente il conto.

Ma vivere a Milano significa aggiungere almeno altre tre spese

Casa e università non bastano.

Un fuorisede deve aggiungere alimentazione, utenze, trasporti, libri, viaggi e spese personali.

Per il cibo possiamo considerare indicativamente: 2.400-3.600 euro all’anno.

Utenze e spese domestiche possono aggiungere: 800-1.200 euro, se non incluse nell’affitto.

Libri e materiale universitario possono incidere per altre centinaia di euro.

Per questo anche uno studente che paga soltanto 146 euro di tasse può arrivare facilmente a un budget annuale complessivo superiore ai 12 mila euro.

La No Tax Area rende quasi gratuita l’università.

Non rende economico vivere a Milano.

Dove vivere se si studia alla Statale

C’è un’altra difficoltà.

“La Statale” non significa necessariamente via Festa del Perdono.

L’ateneo dispone di sedi distribuite in diverse zone della città.

Per chi frequenta corsi nell’area centrale possono essere interessanti:

Porta Romana, Lodi, Corvetto e le zone lungo la M3, oltre naturalmente al centro per chi dispone di un budget maggiore.

Per chi studia a Città Studi diventano più logiche:

Lambrate, Ortica, Loreto e Piola.

Allargare la ricerca può abbassare sensibilmente l’affitto senza rendere troppo complicati gli spostamenti.

Prima di firmare un contratto è quindi fondamentale controllare dove si terranno realmente le lezioni del proprio corso.

Trasporti: 200 euro all’anno per gli under 27

Per gli studenti più giovani Milano offre un vantaggio importante.

L’abbonamento urbano ATM under 27 costa:

22 euro al mese oppure 200 euro all’anno.

Questo rende economicamente sensato ampliare la ricerca della casa.

Se vivere qualche fermata più lontano permette di risparmiare anche soltanto 100 euro al mese sull’affitto, il risparmio annuo è di: 1.200 euro.

Tolti i 200 euro dell’abbonamento, rimangono circa: 1.000 euro di vantaggio.

A Milano scegliere la casa in base alla metropolitana può quindi essere più conveniente che cercarla in base alla distanza in chilometri dall’università.

Statale di Milano 2026/27, quanto costa davvero? Da 146 euro a oltre 4 mila
metropolitana Milano atm

Statale: quanto può costare una laurea triennale?

Facciamo infine una simulazione sull’intero percorso.

Uno studente rimane per tre anni nella No Tax Area e, per semplicità, ipotizziamo che gli importi restino invariati.

Tasse obbligatorie:

438 euro in tre anni.

Una stanza da 700 euro al mese mantenuta per tre anni costa invece:

25.200 euro.

Soltanto tasse e casa arrivano quindi a:

25.638 euro.

Il dato è impressionante soprattutto se confrontato con la componente universitaria.

Per questa tipologia di studente, su tre anni, oltre il 98% della somma tra tasse e stanza sarebbe rappresentato dall’alloggio.

Naturalmente è una simulazione: ISEE, affitto, tasse e condizioni possono cambiare ogni anno.

Ma fotografa perfettamente il problema.

Statale di Milano: il vero costo non è sempre la retta

Alla fine possiamo rispondere alla domanda iniziale.

La Statale è cara oppure economica?

Entrambe le cose, a seconda di chi si iscrive.

Con ISEE entro 30.000 euro e i requisiti previsti, uno studente in corso può fermarsi a 146 euro.

Nelle fasce più elevate, la contribuzione può invece superare i 4 mila euro.

È questa enorme progressività a spiegare perché la Statale possa comparire ai vertici delle classifiche dei costi per le famiglie con redditi più alti e contemporaneamente risultare quasi gratuita per altre.

Ma c’è un’altra università milanese nella quale il costo dipende dall’ISEE e dove la scelta della sede cambia anche completamente il problema della casa.

Leonardo o Bovisa?

È la prima domanda che dovrebbe porsi chi sceglie il Politecnico di Milano.

Perché nel prossimo satellite scopriremo che, oltre alle tasse, studiare al Politecnico significa anche capire in quale Milano bisognerà vivere.