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StM non cerca un nuovo Ad, il consiglio di sorveglianza sceglie ancora Jean-Marc Chery

Superate le frizioni con il governo italiano, Chery resta alla guida del gigante dei chip

StM non cerca un nuovo Ad, il consiglio di sorveglianza sceglie ancora Jean-Marc Chery

StM non cerca un nuovo ad. Il consiglio di sorveglianza del gigante dei chip europeo ha deciso di proporre all’assemblea degli azionisti del 2027 di prorogare per un anno l’incarico a Jean-Marc Chery. “La decisione riconosce l’importanza della continuità della strategia di StM, della disciplina nell’attuazione e dello slancio raggiunto sotto la guida di Chery”, ha sottolineato la società in un comunicato.

Chery pare dunque aver superato le frizioni con il governo italiano che insieme a quello francese detengono la maggioranza della società con quote paritetiche. 27,5% ciascuno. Lo scorso anno lo scontro sembrava inevitabile con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva parlato di un atteggiamento di “critica opposizione” nei confronti Chery. Le divergenze vertevano sugli investimenti nei poli produttivi StM presenti in Italia ad Agrate Brianza e Catania. Ma ora StM ha promesso, per questi siti, investimenti, riqualificazione e una gestione degli esuberi non traumatica con uscite volontarie e prepensionamenti.

L’ad ha detto, in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre nel luglio scorso, che ci sarà un ritorno a ricavi oltre i 4 miliardi nel quarto dove la crescita, “sarà trainata dalle infrastrutture digitali, dai data center, dalle comunicazioni, satelliti e dal mercato industriale”.

Il titolo StM, dall’andamento altalenante, oggi soffre particolarmente in Borsa a Milano, insieme a Technoprobe, per i continui dubbi degli investitori sullo sviluppo degli investimenti e della redditività del settore dell’intelligenza artificiale dopo i pesanti ribassi nella notte delle borse asiatiche, soprattutto a Seul in Corea per il forte calo di Samsung e di altri titoli legati ai semiconduttori.

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