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Superbonus 2027, chi potrebbe beneficiare del salvagente in Manovra

Allo studio uno scudo per proprietari coinvolti in lavori incompleti o irregolari. Pagando un’imposta si potrebbero chiudere le pendenze

Superbonus 2027, chi potrebbe beneficiare del salvagente in Manovra
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La Manovra 2027 potrebbe introdurre un “salvagente” per alcuni contribuenti coinvolti nei recuperi fiscali del Superbonus, soprattutto nei casi di lavori rimasti incompleti o di irregolarità provocate dalle imprese. L’ipotesi allo studio prevede la possibilità di regolarizzare determinate posizioni attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva calcolata sul beneficio fiscale ricevuto irregolarmente, evitando così un contenzioso più lungo con il Fisco. Aliquota e platea devono ancora essere stabilite.

Superbonus 2027, chi potrebbe beneficiare della nuova misura

Il provvedimento guarda soprattutto ai proprietari che hanno usufruito delle agevolazioni ma si sono ritrovati con lavori non completati, documentazione irregolare o stati di avanzamento contestati. Tra i casi citati nelle anticipazioni ci sono quelli in cui le imprese hanno abbandonato i cantieri o conteggiato materiali e interventi che poi non sono stati effettivamente realizzati.

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In situazioni del genere l’Agenzia delle Entrate può recuperare l’agevolazione indebitamente utilizzata, con imposte, interessi e sanzioni. Il salvagente dovrebbe creare un percorso per chiudere almeno una parte di queste pendenze. Non esiste però ancora un elenco definitivo dei requisiti.

Superbonus 2027, come funzionerebbe l’imposta sostitutiva

Il meccanismo ipotizzato prevede il versamento di una somma parametrata al beneficio fiscale contestato. L’aliquota dell’imposta sostitutiva è ancora in fase di valutazione. In questo modo il contribuente potrebbe regolarizzare la propria posizione senza affrontare l’intero recupero ordinario e il relativo contenzioso.

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ANSA parla di una sorta di ravvedimento che potrebbe contemporaneamente tutelare alcuni proprietari e generare nuove entrate per finanziare la Manovra. Confedilizia ha accolto favorevolmente l’ipotesi chiedendo che venga tutelato soprattutto chi ha agito in buona fede.

Non torna il Superbonus al 110%

Il possibile intervento non significa che nel 2027 torni il Superbonus al 110%. Non si tratta neppure di una riapertura generalizzata delle cessioni del credito o degli sconti in fattura. Il provvedimento riguarda le conseguenze fiscali di operazioni già effettuate negli anni precedenti.

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Il governo sta lavorando parallelamente anche a nuove restrizioni sull’utilizzo dei crediti d’imposta in compensazione e sulle società cosiddette “apri e chiudi”. Il testo definitivo dovrebbe chiarire quali irregolarità possono essere sanate, quale documentazione sarà richiesta, quanto bisognerà versare e quali contribuenti resteranno esclusi. Fino all’approvazione della legge di Bilancio, quindi, il salvagente resta una proposta e non una sanatoria già disponibile.

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