Introdurre una imposta sulle grandi ricchezze finanziarie a aumentare la tassazione sulle successioni almeno a livello europeo. Sono le proposte della Cgil presentate dal segretario generale, Susanna Camusso, per finanziare un piano straordinario per l’occupazione, sostenere gli investimenti pubblici ed evitare ulteriori tagli al Welfare e in particolare alla sanita’ pubblica.
Tassando solo il 5% delle famiglie finanziariamente piu’ ricche, con aliquota progressiva per la parte eccedente i 350mila euro, si avrebbe – secondo la Cgil – un gettito potenziale di 10 miliardi di euro l’anno.
Dall’aumento della tassa sulle successioni si potrebbero ricavare 4 miliardi di euro l’anno. La misura prevede l’esenzione per la prima e unica casa dell’erede per cinque anni e l’esenzione entro il limite di 500 mila euro del valore complessivo del patrimonio ereditato; le imposte – ha sottolineato Camusso – andrebbero a colpire le grandi ricchezze, togliendo argomenti a chi in passato ha “invocato la difesa dell’abitazione dell’anziano per difendere patrimoni di palazzi interi”.
Secondo i calcoli della Cgil con i 10 miliardi del gettito potenziale dell’imposta sulle grandi ricchezze si potrebbe finanziare un piano per l’occupazione capace di creare oltre 740 mila nuovi posti di lavoro, aggiuntivi, in tre anni. Quanto all’imposta sulla successione l’idea della Cgil e’ di puntare a uno 0,5% di gettito, da destinare agli investimenti e quindi sempre alla creazione di lavoro.
“Abbiamo confrontato le imposte di successione con altri Paesi non particolarmente sovversivi – ha detto Camusso – e abbiamo visto che noi abbiamo il record”. L’Italia risulta infatti il Paese che ha la minore incidenza delle imposte di successione tra tutte le principali economie industrializzate. Quasi dappertutto sono utilizzati sistemi di imposizione progressiva a secondo dell’entita’ del patrimonio e/o del grado di parentela. L’ipotesi della Cgil e’ di un’imposta che vari in ragione della parentela e della consistenza del patrimonio”.
