Targhe personalizzate, italiani divisi: 4 milioni pronti a pagare per distinguersi
C’è chi dice no. La possibilità di personalizzare la targa della propria auto con lettere e numeri – misura prevista dall’ultima Legge di Bilancio – non sembra convincere la maggioranza degli italiani. L’idea è carina, fa sorridere e apre alla possibilità di sbizzarrirsi con le combinazioni più improbabili: ma, quando si tratta di pagare, prevale il pragmatismo. Ci sono, insomma, altre priorità a cui destinare i propri soldi. È quanto emerge dal sondaggio presentato questa mattina da Livio Gigliuto a Inside24, su RaiNews.
Stando ai dati, la maggior parte degli intervistati – il 78% – non sarebbe disposta a spendere per questo servizio, mentre solo il 13% si dichiara favorevole e il 9% non ha ancora le idee chiare. Tra chi possiede un’automobile, circa una persona su cinque manifesta interesse. Tradotto in numeri, si parla di una platea potenziale di almeno 4 milioni di italiani. Un dato che sembra esiguo ma che – ha sottolineato il sondaggista – sembra anche lanciare dei segnali ottimistici di accoglienza in merito alla misura voluta dal governo.
Tra chi non lo farebbe c’è anche Matteo Salvini. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ammesso che, personalmente, non spenderebbe soldi in più per scegliere la propria combinazione di lettere e numeri: “Se io devo pagare più soldi per avere la targa personalizzata, non li pago. Però questo è un parere mio”, ha dichiarato a margine di un incontro con i militanti della Lega. Salvini ha però difeso l’iniziativa dal punto di vista delle entrate per lo Stato: “Sicuramente non è una priorità, però se porta soldi nelle casse dello Stato che possiamo investire per tagliare le tasse, perché no?”.
Il costo previsto per le auto è di 600 euro, mentre per le moto è di 360 euro. La possibilità di scelta non sarà comunque completamente libera: le combinazioni dovranno rispettare le regole stabilite dalla normativa. La novità non sarà immediatamente disponibile e bisognerà attendere i passaggi attuativi previsti.
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