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Economia
Tasse, Padoan: "Giù quelle sulla casa ma per essere credibili bisogna ridurre la spesa"

Non singole misure per ridurre le tasse ma "una sequenza", una serie di interventi da "vedere nel loro insieme, per la cifra complessiva, nell' arco di tempo 2014-2018". Il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan arriva al Meeting di Rimini il giorno dopo il premier, e conferma cosi' l' impegno del Governo Renzi sul fronte del fisco. Cosi' come conferma che con la manovra 2016 e' il momento del "sostegno alle imprese e alle famiglia intervenendo sulle tasse sulla casa". La nuova tappa di un percorso che era partito dal bonus degli 80 euro per "una ragione di equita' sociale", che e' poi passato per la spinta alla crescita dell' occupazione ed alla competitivita' delle imprese con gli incentivi alle assunzioni e i tagli Irap, e che il Governo intende poi portare ancora ancora con misure per sostenere "le imprese ed i redditi piu' bassi".

Intanto resta sul tavolo della manovra anche il possibile rinnovo degli sgravi per le assunzioni, come conferma - anche lui da Rimini - il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Avanti con la riduzione delle tasse. E' determinato ma cauto Padoan: avverte ancora che le sforbiciate al fisco devono andare di "pari passo con la riduzione della spesa", e che va fatto in modo "credibile, e permanente, per avere un impatto piu' efficace ed una finanza pubblica piu' sostenibile", per evitare due spettri: una crisi di fiducia dei mercati che si tradurrebbe nell' onere di tassi piu' alti sul debito e una stretta sui margini di flessibilita' che con le riforme l' Italia ha conquistato in Europa.

Va ricostruita la fiducia: Padoan ripete piu' volte che le mosse del Governo sono "pilastri" diversi, e di pari importanza, di una linea d' azione complessiva: dalla "grande agenda di riforme strutturali: jobs act, giustizia civile, pubblica amministrazione, scuola"; alla finanza pubblica con "l' enorme onere del debito che richiede una enorme entita' di risorse per ridurlo e pagarne gli interessi", quindi gli investimenti pubblici, a partire dalle infrastrutture, e la spesa da ridurre. Padoan accenna anche all' allarme Mezzogiorno: non servono "politiche diverse" e avverte che vanno invece adattate alla situazione di specifiche aree del Sud tutte le politiche messe in campo dal Governo. C' e' una ipotesi di incentivi fiscali dedicati al meridione, annuncia il ministro, ma e' attento nell' avvertire che i margini sono strettissimi tra il vincolo delle poche risorse disponibili ed il rischio di inciampare nel divieto di aiuti di Stato.

Nessun allarme sui conti pubblici per il rallentamento della crescita in Europa: "Le recenti cifre di crescita per l' Italia confermano il quadro del Def", rassicura Padoan. La crescita, dice alla platea del Meeting di Rimini che lo accoglie con piu' applausi, "dal punto di un Governo e' la cosa piu' complicata da sostenere, soprattutto oggi: non siamo soddisfatti, il famoso dibattito sullo ' zero virgola' non ci lascia soddisfatti", ammette. A pesare sono anche vecchie "ferite che devono essere ancora rimarginate", non solo quelle degli ultimi anni, "della piu' profonda recessione dal dopoguerra"; E' da "venti anni che non si sono affrontati ostacoli strutturali alla crescita". Capitolo Cina: c' e' l' instabilita' finanziaria di una bolla speculativa, ma il vero allarme sara' se il rallentamento della crescita sara' peggio di quanto previsto. In ogni caso - avverte il ministro - e' "un segnale per l' Europa, una lezione che l' Europa non puo' permettersi di ignorare. L' Europa deve si' poter contare sulla crescita dei grandi Paesi emergenti ma deve soprattutto contrare su stessa", deve "crescere di piu' e creare piu' lavoro".

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