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Economia

 

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La maggioranza degli economisti si aspettava una sforbiciata del costo del denaro appena a dicembre. Quasi nessuno si attendeva una sorpresa dalla riunione odierna della Banca Centrale Europea e invece, raccogliendo gli appelli di molti esponenti del mondo produttivo, in particolare dei Paesi del Sud Europa,  il consiglio direttivo della Bce ha deciso di tagliare di un quarto di punto il costo del denaro, portandolo dallo 0,5 allo 0,25%, già al minimo storico. Il tasso sui depositi resta fermo a quota zero, mentre quello marginale cala dello 0,25% allo 0,75%%.

In mattinata, la Bank of England aveva deciso invece di lasciare invariati i tassi allo 0,5% e di mantenere in essere il quantitative easing, l'acquisto di asset pubblici. .

Con lo spettro della deflazione dietro l'angolo e un livello dell'inflazione ben lontano dal 2% previsto dai parametri di Maastricht, il presidente dell'Eurotower Mario Draghi ha deciso di approfittare dell'andamento dei prezzi per abbassare nuovamente i tassi (dopo l'ultimo taglio del 2 maggio) e sostenere così una ripresa economica ancora anemica e che sta procedendo a macchia di leopardo in Eurolandia. Ripresa che, come hanno denunciato negli ultimi giorni anche il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi e il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, è oltretutto minacciata da un euro troppo forte nei confronti delle altre valute. Un andamento che, se persistente rischia in seconda battuta di far sfociare la deflazione in stagnazione.

Il mandato della Bce è quello di preservare la stabilità dei prezzi sia verso l'alto, ma anche verso il basso: nella riunione odierna, i banchieri centrali dei 15 Paesi dell'Eurozona hanno evidentemente ritenuto che le previsioni di inflazione per i prossimi mesi, inflazione che al momento viaggia attorno allo 0,7%, tendano ulteriormente verso il basso.

Contro il taglio del costo del denaro (sotto la presidenza di Draghi, l'Eurotower è alla quarta sforbiciata dei tassi), per altro, si sono sempre schierati i tedeschi che temono un impatto negativo sui rendimenti dei loro fondi pensione. Non è un caso che l'associazione delle banche tedesche abbia commentato immediatamente la notizia sottolineando che "avrà un basso effetto sull'economia".

La reazione non si è fatta attendere sui mercati. Le principali borse europee hanno accelerato infatti al rialzo subito dopo l'inatteso taglio ma poi, eccetto Francoforte, hanno svoltato in negativo sui timori per le prospettive economiche di Eurolandia (Piazza Affari maglia nera: -2,07%). E' scivolato invece a 1.3376 sul mercato valutario l'euro nei confronti del dollaro, mentre lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti è sceso a 241 punti, dai 245 della chiusura di ieri.

bce

Cosa cambia ora per i piccoli risparmiatori? Il primo effetto è quello sui mutui. Di regola, a beneficiare del taglio dei tassi sono infatti le famiglie che hanno sulle spalle un mutuo a interessi variabili, che di solito sono indicizzati all'euribor, il saggio sui prestiti interbancari in Europa. Su un debito di 100mila euro, per esempio, una limatura dello 0,25% per gli interessi passivi significa (in linea di massima) una riduzione della rata  superiore a 10 o 15 euro al mese,  a seconda delle scadenze del prestito.

Per quanto riguarda i prestiti, non cambierà invece molto per chi ha già sulle spalle o sta per accendere un prestito personale senza garanzie, per l'acquisto dei beni di consumo (come per esempio l'automobile).

Questi finanziamenti, infatti, sono in gran parte a interessi fissi e, negli ultimi anni, si sono dimostrati purtroppo ben poco sensibili ai tagli della Bce. Anzi, mentre Draghi abbassava i tassi, spesso le banche e le finanziarie hanno ristretto i cordoni della borsa, aumentando il costo del credito. Secondo l'osservatorio di PrestiOnline, per esempio, nel quarto trimestre del 2012 il tasso medio applicato sui prestiti al consumo ha raggiunto l'11,9%, mezzo punto in più rispetto alla fine del 2010 (anche se, nello stesso periodo, la Bce ha ridotto  il costo del denaro ufficiale dall'1% allo 0,75%).

 

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