La Bce alza i tassi di un quarto di punto al 2,25%, la Presidente Christine Lagarde: “Intervento necessario per impedire un’inflazione incontrollabile”
“Sento le critiche e spesso arrivano dalla Francia, secondo cui le nostre decisioni rischiano di frenare la crescita. Le comprendo”. Così la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, in un’intervista a France Culture, è tornata a difendere la scelta della Bce di aumentare i tassi di interesse. Secondo Lagarde, l’intervento è necessario per impedire che l’aumento generalizzato dei prezzi diventi incontrollabile. “Se l’inflazione esce dalla bottiglia, riportarla sotto controllo sarà molto più difficile e costoso”, ha spiegato, sottolineando che una fase prolungata di rincari non sarebbe sostenibile né per i consumatori né per le imprese. La presidente della Bce ha inoltre evidenziato come l’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari, abbia ormai raggiunto il 2,5%.
Lagarde ha poi ribadito che a pagare il prezzo più alto dell’inflazione sono soprattutto le famiglie a basso reddito, che destinano gran parte delle proprie risorse a spese essenziali come alimentari, affitti e credito al consumo. “La mia missione è combattere l’inflazione”, ha affermato, precisando che un aumento dei tassi dello 0,25% favorisce in parte chi dispone di maggiori risparmi, ma che lasciare correre i prezzi avrebbe conseguenze ancora più pesanti per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Leggi anche: La Bce alza i tassi, l’esperto: “L’Europa si deve svegliare. Rischio concreto di stagflazione”
Nello specifico, la Banca centrale europea ha alzato i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. Una decisione, in parte arrivata a seguito dello choc energetico causato dalla guerra all’Iran, che ha rappresentato la prima stretta monetaria dal settembre 2023 e che ha portato il tasso sui finanziamenti principali dal 2,15% al 2,40% e quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.
La Bce ha inoltre tagliato le previsioni sulla crescita, e alzato quelle sull’inflazione. La crescita – nel nuovo scenario ‘di base’ – è ora attesa a 0,8% per il 2026 (da 0,9% delle precedenti ‘staff projections’ di marzo), 1,2% per il 2027 (da 1,3%) e alzata a 1,5% (da 1,4%) per il 2028. L’inflazione è alzata a 3% per quest’anno, 2,3% per il 2027 e poi frena al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni. Secondo la Bce, l’aumento dei prezzi dell’energia spingerà ulteriormente l’inflazione durante l’estate e la manterrà ben al di sopra dell’obiettivo nella prima metà del 2027. Avrà inoltre un impatto sull’inflazione di alimentari, beni e servizi. L’inflazione dovrebbe poi tornare in linea con l’obiettivo nella seconda metà del 2027, sostenuta dal calo dei prezzi dell’energia e da un rallentamento degli aumenti degli altri prezzi.

