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Economia


 

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Dire che è stato il tema del giorno è poco, perché dalla risoluzione del dossier Telecom Italia Media potrebbe nascere il nuovo assetto dei poteri legati all'informazione del nostro Paese, soprattutto se Della Valle, azionista forte anche del CorSera dove vuole crescere ulteriormente aumentando il proprio pacchetto (8,6% circa), riuscisse a mettere le mani su La7.

Mentre i consiglieri davano il via alla riunione, intorno alle 18.30, i rumors raccolti da Affaritaliani.it davano come ipotesi più probabile quella del rinvio. Un congelamento dettato proprio dalla discesa in campo di Mr Tod's potrebbe ulteriormente congelare.

L'offerta di Della Valle, anche se diversa soprattutto rispetto a quella del fondo Clessidra, dovrebbe essere molto migliorativa rispetto alle cifre messe sul tavolo da Cairo e da Sposito. E il presidente di Telecom Franco Bernabè si è già più volte detto contrario a una svendita del gruppo che ha in pancia le due reti televisive La7 e Mtv. L'attenzione di Della Valle si concentra solo su una tv (La7 senza Mtv), le infrastrutture di rete (Multiplex) restano alla compagnia di tlc. Il progetto punta a coinvolgere anche le stelle del canale, come il direttore del telegiornale Enrico Mentana, i conduttori di Servizio Pubblico Michele Santoro e dell'Infedele Gad Lerner.

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Il rinvio  però non è però una decisione da prendere a cuor leggero: consapevoli della battaglia in atto e dell'ingresso di Della Valle pronto a sparigliare, Cairo e Clessidra hanno infatti presentato un'offerta vincolante che scadrà martedì 19 mentre Mr Tod's ha solo manifestato in zona Cesarini il suo interesse, chiedendo il tempo tecnico per formalizzare la propria offerta. In più, alcuni azionisti di Telco, la holding che controlla con il 22,4% di Telecom, premono per la vendita di un asset in perdita e che continua a bruciare capitale, zavorrando i conti della capogruppo.

E' anche vero, però, che Bernabè, oltre alla politica che ha stigmatizzato la fretta con cui l'ex monopolista sta procedendo nel dossier a una settimana dalle elezioni, ha dalla sua anche il fatto che i soldi messi sul tavolo dai due concorrenti sono molto lontani dai 450 milioni richiesti all'inizio da Telecom per tutto il pacchetto TiMedia.

Altro tema caldo al vaglio del board di oggi è la svalutazione degli avviamenti (goodwill) di alcune attività italiane per un controvalore compreso tra 2 e 4 miliardi. Gli avviamenti del gruppo ammontano a 26,8 miliardi dopo il taglio del goodwill di 7,3 miliardi nel 2011. Grazie alle riserve, la rettifica non dovrebbe incidere sull’ammontare della cedola. Nei giorni scorsi S&P ha messo sotto osservazione il rating di Telecom: la società è stata posta in credit watch negativo (BBB), una decisione che potrebbe portare a un downgrade che costerebbe al gruppo di Bernabè l'investment grade. La bocciatura potrebbero rendere difficoltosa l’emissione del bond ibrido o causare una crescita del costo del nuovo strumento.

Infine, il 19 febbraio il Cda di Telco, scatola societaria a monte partecipata da Mediobanca (11,6%), Intesa Sanpaolo (11,6%) e Generali (30,7%) deciderà se procedere all'adeguamento del valore della partecipazione (impairment) in Telecom Italia oggi iscritta a 1,5 euro per azione. Le attese sono per un impairment che porti il prezzo di carico di Telecom Italia verso 1,2 euro per azione, ma non si esclude un taglio fino a 1 euro a fronte di una quotazione di 0,61 euro.

I movimenti intorno alla Galassia Telecom hanno infiammato la Borsa. Il titolo TiMedia vola a Piazza Affari, chiudendo in rialzo del 10,67% (a 0,17 euro). A fianco di TiMedia vola anche l'altro gruppo editoriale partecipato dal patron di Tod's, Rcs (+6,57 a 1,12 euro).

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