A fine 2020 il governo cinese ha presentato il piano di sviluppo 2021/2035 per il settore dei veicoli a nuova energia con l’obiettivo di far diventare la Cina il protagonista dell’industria automobilistica. Nel 2020 le vendite di questi nuovi veicoli in Cina sono aumentate del 10,9% su base annua, il nuovo piano prevede che entro il 2025 questi veicoli rappresentino il 20% delle vendite di nuove automobili. A gennaio 2021, secondo i dati diffusi dalla China Association of Automobile Manufacturers (Caam), in Cina sono state vendute 180.000 vetture a nuova energia (a fronte di 2,5 milioni di vetture totali) con un incremento del 239%. Se pensiamo che il parco circolante cinese è costituito da 281 milioni di auto, possiamo farci un’idea di quanto sia promettente questo business.
Xpeng, Nio, Li Auto sono solo tre fra le principali EV (electric vehicle) concorrenti cinesi di Tesla. Nel 2020 Tesla ha consegnato 500.000 auto, cinque volte tanto quelle di queste tre società cinesi che però hanno dalla loro parte un mercato enorme (e che non si sta fermerà alla Cina, con piani sia in Europa che negli USA). Xpeng fa bellissime auto e i numeri dei primi mesi del 2021 sono impressionanti in termini crescita: oltre il 600% rispetto agli stessi mesi del 2020 (con 2.000 veicoli consegnati solo a febbraio). Xpeng è della ricca provincia cinese del Guangdong e di recente ha ricevuto un finanziamento di 500 milioni di yuan (76.9 milioni di dollari) proprio da parte del braccio finanziario della provincia stessa (il Guangdong Yuecai Investment Holdings Co).
*BRPAGE*Nio, che gestisce un importante centro di ricerca e sviluppo a San Jose in California, ha consegnato 43.728 veicoli nel 2020 in Cina, con una crescita del +113% rispetto all’anno precedente; solo a gennaio 2021 Nio ha venduto 7.225 vetture in crescita del 350% sullo stesso mese del 2020. Purtroppo le catene di fornitura non sono ancora adeguate alla domanda e questi numeri sono molto compressi rispetto a quelli possibili. Queste società sono quotate al Nasdaq e hanno avuto crescite di capitalizzazione pazzesche oltre che crolli altrettanto bruschi (come nelle ultime settimane), ma questo non spaventa chi guarda lontano (long si dice fra gli investors, in contrasto agli shorter, gli speculatori di breve periodo).
Pur restando Tesla il punto di riferimento fre le EV (essendo riuscita prima di tutti a sostituire la tecnologia a combustione interna con la trasmissione elettrica), le sue auto non si scostano molto dalla normalità della produzione automobilistica. E sulla scia del fatto che innovazione porta a innovazione, è interessante il caso della newco americana Fisker che ribalta il concetto di Tesla, rigettando il modello di casa automobilistica integrata verticalmente, le parole dell’eclettico Fisker (il fondatore) sono chiarissime: “non eseguiremo la nostra produzione, la realizzazione di una nuova fabbrica sarebbe una cosa stupida da parte di qualsiasi startup di veicoli elettrici”.
*BRPAGE*Da qui nasce il business model di Fisker, che per realizzare il suo primo suv ha unito le forze con la Magna International, poi ha avviato un accordo di collaborazione con il colosso dell’elettronica Foxconn (nota come produttrice di iPhone Apple) per un progetto elettrico rivoluzionario entro il 2023. Questo approccio asset-light è stato sfruttato al massimo da Apple che esternalizza a fornitori terzi quasi la totalità della propria produzione. Il mercato decreterà i modelli di business vincenti, intanto però è Tesla che oggi comanda, basti pensare che a inizio 2021 ha raggiunto una capitalizzazione di borsa di 800 miliardi di dollari mentre il valore dei principali brand automobilistici tutti insieme (Toyota, Volkswagen, Daimler, GM, BMW, Honda e Ford) é di 582 miliardi di dollari.
Questo gap chiaramente non trova oggi giustificazione, è evidente, ma dimostra che il mercato dei capitali (soprattutto quelli focalizzati sull’innovazione) non guarda a oggi ma a domani, e di conseguenza scommette. Per questo Elon Musk, ceo e fondatore di Telsa – che è soprattutto un visionario e vede dove noi non vediamo e sa che la sfida non è affatto vinta e che i castelli possono anche crollare – non sta mai fermo, anche dal punto di vista mediatico. La sua scommessa sui Bitcoin, il suo essersi attribuito il titolo di Technoking non sono reazione casuali, ma le abili mosse di chi sa che i capitali vanno dove ci sono ambizioni e visioni per cambiare il mondo. Ora vi chiedo di fare un triplo salto mortale e tornare all’Italia, pensate come sarebbe bello se anche la politica qualche volta fosse guidata da chi ha una visione del futuro.
*BRPAGE*Chi oggi ha quindici anni ha la fortuna di poter giocare la propria partita su scala planetaria, lo faccia, legga la stampa internazionale, si costruisca un network relazionale, non si perda nelle “piccole” dinamiche della politica nostrana. L’altro giorno il neo segretario del PD Enrico Letta ha rilanciato il diritto di voto ai sedicenni, una sparata che va bene per qualche titolo di giornale ma nulla di più. E’ un po’ come iniziare a costruire una casa dal tetto. La politica dovrebbe prima, se parliamo di giovani, adeguare i programmi formativi, investire in ricerca e sviluppo percentuali almeno doppie di quelle attuali, invertire la corsa del debito pubblico (che grava sui giovani). Ma torniamo al mondo che cambia, solo per dire che oltre all’industria della mobilità sono mille gli altri ambiti di sviluppo e innovazione che stanno stravolgendo le nostre esistenze e di cui trovate i fremiti nei mercati dei capitali più attrattivi, molto lontani dall’Italia..Il Covid è un acceleratore di innovazione e chi non investe in innovazione è destinato a soccombere.

