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Tesla-SpaceX, Musk punta alla maxifusione. Ma il prezzo dell’accordo divide Wall Street

Musk ha detto che le commissioni devono ancora concordare i termini e che l’operazione non è certa, anche se Wall Street si aspetta un accordo entro la fine del prossimo anno

Tesla-SpaceX, Musk punta alla maxifusione. Ma il prezzo dell’accordo divide Wall Street

Tesla-SpaceX, Musk punta alla maxifusione

Elon Musk e gli analisti di Wall Street vedono molti vantaggi nella fusione tra Tesla e SpaceX. Ma sulla strada dell’accordo ci sono numerosi ostacoli, tra cui due commissioni speciali a cui Musk non può partecipare e il voto degli azionisti di Tesla che lui stesso ha definito difficile da superare.

Un’altra incognita è il prezzo, ossia quale sarebbe il premio che dovrebbero ricevere gli azionisti di Tesla. E qui gli analisti si dividono: si va da zero fino al 35%. Ovvio però che questa sia una questione chiave per il buon esito dell’operazione, con Tesla che capitalizza in Borsa 1.500 miliardi di dollari.

Musk ha detto che le commissioni devono ancora concordare i termini e che l’operazione non è certa, anche se Wall Street si aspetta un accordo entro la fine del prossimo anno. Le due società stanno sviluppando congiuntamente lo stabilimento di chip Terafab, mentre l’intelligenza artificiale rappresenta ormai più della metà dei ricavi di SpaceX, che prevede una spesa compresa tra i 35 e i 40 miliardi di dollari nel quarto trimestre per finanziare un’ulteriore espansione.

“Ritengo che una fusione tra Tesla e SpaceX abbia senso – ha detto un gestore che ha investito in entrambe le società –. È una mossa molto strategica perché entrambe si stanno rapidamente orientando verso l’intelligenza artificiale e i sistemi autonomi e stanno anche lavorando a enormi progetti infrastrutturali. Inoltre, si taglierebbero ridondanze e il tempo che Musk impiega a destreggiarsi tra le due società, riducendo così le spese generali, i costi legali e gli oneri amministrativi tipici delle società quotate in Borsa”.

Tra gli esempi citati anche la presentazione della Roadster la scorsa settimana, in cui un’auto Tesla dotata di propulsori SpaceX ha oltrepassato in volo un camion, dimostrando ciò che le due società insieme potrebbero essere in grado di produrre.

La possibilità di esercitare un maggiore controllo potrebbe anche essere parte del motivo per cui Musk, che detiene circa l’85% dei diritti di voto di SpaceX attraverso azioni privilegiate, mentre in Tesla ne possiede solo circa il 20%, è favorevole alla fusione, cosa che gli garantirebbe circa il 57% dei diritti di voto, ipotizzando un rapporto di cambio di 0,7 azioni SpaceX per ogni azione Tesla. Questo è però solo un livello calcolato da Barclays.

Ovviamente per una simile operazione non mancherebbero questioni di governance e di regolamentazione. Intanto in Borsa SpaceX, dopo i buoni risultati trimestrali, è in rialzo di oltre il 10% e Tesla del 3%.

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