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Primarie Milano, Goisis, Cossutta e Pacini: “Contro la repressione Meloni, pronti a mettere il corpo in piazza”

Nota congiunta dei tre candidati alle primarie: “La rabbia dei giovani si affronta con la politica. A Milano le strategie della tensione non passeranno”

Primarie Milano, Goisis, Cossutta e Pacini: “Contro la repressione Meloni, pronti a mettere il corpo in piazza”

Tommaso Goisis, Carlotta Cossutta e Lorenzo Pacini, candidati alle primarie di Milano, intervengono con una nota congiunta sul tema della repressione e sulle tensioni legate alle mobilitazioni di piazza, lanciando un appello alla comunità progressista milanese. Al centro della loro presa di posizione c’è il rapporto con le nuove generazioni e la necessità, secondo i tre candidati, di rispondere alla crescente rabbia sociale attraverso strumenti politici e partecipazione, anziché attraverso misure repressive. “Dobbiamo trovare la forza di parlare con i giovani e contrastare i disegni della destra che vuole militarizzare Milano e le altre città, diffondendo la paura e soffocando il dissenso”, affermano Goisis, Cossutta e Pacini.

“La rabbia dei giovani si affronta con la politica”

Per i tre candidati alle primarie, la risposta alle difficoltà vissute dalle nuove generazioni deve partire dalle condizioni materiali e dalla possibilità di partecipare alla vita della città. “La rabbia dei giovani si affronta con la politica”, sostengono nella nota, indicando tra le priorità il diritto a una casa a prezzi accessibili, salari migliori, una rappresentanza partecipata nei territori e la cittadinanza per chi è nato qui. “È necessario ascoltare i giovani, dare risposte ai loro bisogni, costruire il futuro insieme a loro”, aggiungono.

“No alla militarizzazione di Milano”

La nota si concentra quindi sulle modalità con cui vengono gestite le mobilitazioni e le manifestazioni. Goisis, Cossutta e Pacini chiedono alla “Milano democratica e antifascista” di mobilitarsi contro quella che definiscono una possibile spirale repressiva nei confronti di chi manifesta, denunciando anche episodi di violenza da parte delle forze dell’ordine e fenomeni di profilazione razziale.

“Per questo motivo chiediamo alla Milano democratica e antifascista di mobilitarsi per impedire spirali repressive nei confronti di chi manifesta, troppo spesso accompagnate da violenze poliziesche e profilazioni razziali“, affermano. Secondo i tre candidati, la questione riguarda non soltanto la gestione dell’ordine pubblico, ma anche il rapporto tra istituzioni, dissenso e partecipazione democratica. “In ballo c’è il destino democratico del nostro Paese e della città”, sostengono.

“A Milano le strategie della tensione non passeranno”

Nel mirino dei tre candidati finisce quindi l’azione del Governo Meloni, accusato di aver risposto alla rabbia sociale principalmente attraverso la repressione. “La sola risposta che questo Governo ha dato, davanti alla rabbia delle persone, è la repressione”, affermano Goisis, Cossutta e Pacini. E aggiungono: “Ma Meloni sappia che a Milano le sue strategie della tensione non passeranno“.

I tre candidati assicurano quindi il proprio impegno politico contro la militarizzazione della città e a tutela di chi partecipa pacificamente alle mobilitazioni. “Proteggeremo con la nostra lotta politica la città e le nostre persone, rifiutando la militarizzazione e tutelando chi intende partecipare alle mobilitazioni dal basso in modo pacifico”, dichiarano.

“Dare una risposta con il corpo”

La nota si chiude con un messaggio rivolto a chi, in queste ore, guarda con preoccupazione alle tensioni e alle possibili conseguenze delle mobilitazioni. “A chi in queste ore ha paura, vogliamo dare una risposta con il corpo”, dichiarano i tre candidati, sostenendo che la città possa ripartire attraverso la mobilitazione della comunità progressista. “La città risorge, se la comunità progressista è pronta a farsi carico della rabbia degli oppressi e trasformarla in cambiamento democratico“, concludono Goisis, Cossutta e Pacini.

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