Il fondo americano Elliott, azionista con l’8,8% di Telecom, ha depositato sul filo di lana la sua lista di candidati per il rinnovo del Board della societa’ di tlc, in vista dell’assemblea del 4 maggio prossimo. Da quanto si apprende nella lista sono stati inseriti Alfredo Altavilla, Lucia Morselli, Paola Bonomo e Maria Elena Cappello.
Questi quattro nomi si aggiungono ai sei gia’ noti – vale a dire Fulvio Conti, Luigi Gubitosi, Rocco Sabelli, Massimo Ferrari, Paola Giannotti e Dante Roscini – in sostituzione dei sei consiglieri nominati in precedenza da Vivendi che poi si erano dimessi. Intanto ieri il Cda ha approvato a maggioranza, con il voto contrario dei consiglieri Lucia Calvosa, Francesca Cornelli, Dario Frigerio, Danilo Vivarelli e Ferruccio Borsani (nominati da Assogestioni) l’illegittimita’ dell’operato dei sindaci che avevano integrato l’ordine del giorno dell’assemblea del 24 aprile.
Tradotto in parole povere a fine aprile non si votera’ la proposta di Elliott di nominare i 6 manager proposti. Invece il cda ha confermato “la piena legittimita’ della convocazione dell’assemblea del 4 maggio, al fine di procedere all’integrale rinnovo del consiglio stesso, nel rispetto delle ragioni del mercato e della disciplina imperativa sul voto di lista, punto sul quale peraltro non si e’ espresso il collegio sindacale”.
I sindaci dal canto loro, attraverso un apposito comunicato, hanno ribadito di essersi mossi “oggi come in passato, solo ed esclusivamente nell’ottica di dar corso con scrupolo e serieta’ ai propri compiti e alla propria funzione di vigilanza sul rispetto delle norme di legge, regolamentari e statutarie e sempre con l’obiettivo di una tutela, cosi’ facendo, dell’interesse di tutti gli azionisti, singoli o qualificati, e degli stakeholders in generale”.
Inoltre “il Collegio Sindacale procedera’ senza difficolta’ ad illustrare in qualsiasi sede, ove richiesto, l’assoluta correttezza della propria valutazione nonche’ i presupposti giuridici e le motivazioni che hanno portato alla scelta effettuata”. Mentre importanti proxy advisor come Iss e Glass Lewis consigliavano ai fondi di votare i 6 membri proposti da Elliott (Fulvio Conti, Massimo Ferrari, Paola Giannotti De Ponti, Luigi Gubitosi, Dante Roscini e Rocco Sabelli) il board di Tim ha deciso di non procedere alla votazione dei sei componenti proposti dal fondo attivista.
Il livello dello scontro si e’ cosi’ alzato a livelli mai raggiunti prima. Al momento, dunque, e’ toccato a Vivendi sferrare un colpo a Elliott, ma e’ chiaro che gli strascichi legali della decisione assunta ieri dal cda saranno molteplici. Il board nel dichiarare illegittimo l’operato dei sindaci si e’ avvalso “di tre pareri pro veritate resi da alcuni dei piu’ autorevoli giuristi esperti della materia (Piergaetano Marchetti, Giuseppe Portale, Roberto Sacchi)” e ha anche dichiarato che intraprendera’ “ogni azione legale a tutela dei diritti e degli interessi di tutti i soci e della societa’”. Occhi puntati dunque sull’assemblea del 4 maggio, quando ci sara’ il voto sulle liste. Uno scontro frontale con pochi precedenti.
Da una parte ci sara’ Elliott – che nel frattempo ha reso noto di essere salito all’8,8% e di avere la possibilita’ di crescere fino al 13,37% – dall’altra Vivendi con il suo 24%. Assogestioni, invece, ha deciso per la prima volta di non presentare alcuna lista, lasciando quindi i fondi liberi di votare per gli americani o per i francesi. Resta infine da capire con che quota la Cdp si presentera’ in assemblea dopo che il Board ha deliberato di poter acquistare fino a un 5% di Telecom.

