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Economia
Lombardi (Asati): “Offerta troppo bassa, consigliamo di non vendere"

Franco Lombardi (Asati, piccoli azionisti Tim): "Mantenere le posizioni in attesa di un'offerta migliore

Era atteso il rally di Tim, e puntualmente è arrivato. Le azioni dell’ex-Sip stanno volando a +25% mentre scriviamo, trascinando anche Inwit – controllata da Tim e Vodafone – a quasi +5% in una giornata di calma piatta a Piazza Affari. “L’offerta pacifica di Kkr – racconta ad Affaritaliani.it Franco Lombardi, il presidente della Asati, l’associazione che dà voce ai piccoli azionisti di Tim – è interessante perché mette un punto fermo nella disputa in atto tra Vivendi e il top management dell’azienda. A nostro giudizio questi due cda straordinari sono serviti in qualche modo ad aumentare la tensione sulla dirigenza. La verità, però, è che l’offerta di Kkr per noi è molto bassa, ci aspettavamo una forchetta tra 0,7 e 0,8 per azione, per questo consigliamo ai nostri iscritti di mantenere le loro posizioni in attesa di una migliore offerta”. 

Ricordiamo, infatti, che la proposta degli americani si è fermata a 0,505 euro per titolo, con un controvalore complessivo dell’azienda di circa 11 miliardi di euro. La fiammata in borsa ha portato a circa 0,43 euro per azione (cioè 9 miliardi totali) la valutazione di Tim

“A questo punto – aggiunge Lombardi – sarebbe perfino plausibile che Vivendi reagisse con una contro-Opa tramite il fondo Cvc”. A quanto risulta ad Affaritaliani.it, al momento non ci sono discorsi in fase avanzata tra i francesi e altri soggetti che potrebbero scommettere sull’ex-Sip. Quello che appare evidente è che la valutazione fatta da Kkr è troppo bassa per un asset che è così strategico per il futuro del Paese e che potrebbe accrescere ulteriormente il suo peso. Dunque, quale sarebbe la cifra giusta? Per alcuni analisti 0,83 euro per azione potrebbe essere il limite – non a caso quello che Vivendi ha in carico a bilancio dopo la svalutazione (inizialmente era 1,07 euro per azione) – intorno al quale si potrebbe aderire all’Opa degli americani.

Gli analisti tornano a guardare con favore a Tim. Hsbc, per esempio, ha ritoccato il target price di quasi il 100%, passando da 0,28 (perfino al di sotto della chiusura di venerdì scorso) a 0,5, pochi decimali in meno dell'offerta di Kkr. Il che significa che da una parte c'è margine per alzare l'offerta per ora pervenuta come manifestazione d'interesse, dall'altra c'è l'idea che il fondo possa diventare un partner stabile. D'altronde, con l'ingresso in Fibercop, di cui detiene il 37,5%, Kkr ha dimostrato di voler diventare un partner significativo. Non rimane che attendere il piano industriale annunciato da Luigi Gubitosi, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane e che molto dovrebbe raccontare della Tim che sarà. Sempre più ad ampio spettro e sempre meno azienda esclusivamente di tlc. Per questo motivo, Gubitosi si fa comunque preferire rispetto a chi lo ha preceduto.



C’è poi da capire che cosa deciderà di fare il governo. Il comunicato stampa del Mef di ieri benediceva l’operazione, di fatto inaugurando una stagione “mercatista” nonostante la presenza nel capitale azionario di Cdp e lo spettro della golden power che nei giorni scorsi è stato agitato. Tant’è che alcuni protagonisti della vicenda riferiscono che è auspicabile che il consiglio di amministrazione di venerdì 26 novembre – che con ogni probabilità sarà tutto incentrato sull’offerta di Kkr – si muova per l’interesse dell’azienda e non soltanto a tutela del principale azionista, cioè Vivendi.

Fonti accreditate riferiscono ad Affari che è probabile che i francesi avessero capito che qualcosa si stava muovendo intorno a Tim già ai primi di novembre, e infatti si è convocato un cda straordinario proprio per “stanare” le posizioni. D’altronde, è evidente che i problemi strutturali dell’azienda – i due profit warning già emessi – non possono essere curati semplicemente con una manifestazione d’interesse.

"L'offerta non deve tramutarsi nell'occasione per fare lo spezzatino di Tim"

“La cosa fondamentale – chiosa Lombardi – è che l’offerta di chiunque non si tramuti nell’occasione per fare spezzatino dell’azienda, mettendo sul mercato i pezzi buoni (da Noovle a Sparkle passando per Tim Brasil) per fare cassa e rientrare dell’investimento profuso. Sarebbe, quello sì, un vero disastro per un’azienda che occupa 40mila persone solo in Italia e che, prima dell’Opa di Colaninno, era il quarto operatore mondiale”. 

Infine, un cenno al futuro a brevissimo termine: il 26 novembre si terrà il consiglio di amministrazione, il terzo nel giro di un mese, per l’azienda. È vero che l’offerta di Kkr ha riportato un po’ di entusiasmo, ma è ovvio che l’operato dell’amministratore delegato Luigi Gubitosi rimanga sotto la lente d’ingrandimento. Si vedrà, intanto Hsbc ha alzato il target price fino a 0,5 euro per azione, alla pari dell'offerta del fondo americano, in aumento di quasi il 100% rispetto al precedentetarget price fissato a 0,28. E il giudizio è passato a buy.

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