FiberCop, il Tribunale dà torto a TIM: sui prezzi della rete decide Agcom
Il Tribunale di Milano ha rigettato il ricorso cautelare d’urgenza presentato da TIM contro il nuovo listino di FiberCop per l’accesso alla rete. TIM chiedeva che FiberCop comunicasse ad Agcom una proposta di listino allineata a quella dell’Msa (Master Service agreement), siglato con Tim al momento della cessione della rete, affinché ne fosse valutata equità e ragionevolezza. Dunque, Tim chiedeva che l’analisi del regolatore partisse da una proposta simile a quella redatta nel listino regolamentato, che avrebbe dovuto essere comunicata ad Agcom. Il tribunale non ha riconosciuto questa necessità e ha quindi rigettato l’obbligo di comunicare i prezzi del vecchio listino ad Agcom.
Il motivo è che questa interpretazione non trova riscontro nel contratto firmato tra le due società. Sarà comunque Agcom a decidere in merito ai prezzi dei servizi forniti dalla società della rete ai gestori di tlc, che dovrebbero essere regolamentati nei prossimi mesi. Il nuovo listino sarà retroattivamente applicato dal 16 settembre.
La notizia indebolisce la posizione negoziale di Tim nelle interlocuzioni con Agcom sul nuovo listino prezzi, e non ha al momento implicazioni negative relativamente ai prezzi che saranno stabiliti da Agcom. Oltre a Tim, anche gli altri gestori di rete fissa ossia Fastweb+Vodafone, Iliad e WindTre hanno protestato contri i rincari dei prezzi contenuti nella proposta del nuovo listino presentato da Fibercop. Toccherà ad Agcom trovare una posizione equilibrata tra le parti senza che ci siano troppe ricadute negative per i clienti finali.


