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Economia
Crisi, a Torino la protesta degli industriali. Squinzi: "Qualcuno non capisce"

Forse qualcuno non ha capito, dice il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, ma il disagio delle imprese dura da cinque anni. Squinzi e' a Torino, dove davanti a oltre 600 imprenditori, si sta svolgendo all'Unione industriale la manifestazione degli imprenditori per sollecitare una svolta nell'azione di governo.

''E' una manifestazione di protesta'', dice la presidente degli imprenditori torinesi Licia Mattioli. Un'iniziativa che vuole echeggiare la marcia dei 40mila del 1980, anch'essa nata a Torino. ''Una marcia digitale'', viene specificato, perche' il web sostituisce le piazze.

La campagna di comunicazione di questa iniziativa infatti e' un sito, www.ripresaeimpresa.it, on line da domani, ideato da Marco Testa nel quale gli imprenditori in un video di trenta secondi danno un'idea delle loro condizioni di lavoro e della loro esasperazione. L'iniziativa si apre sotto lo slogan ''Amo l'Italia, ma basta'', e dal titolo ''la ripresa passa dall'impresa'', innanzitutto per ribadire l'elenco delle criticita' e quindi delle priorita' da affontare che gli imprenditori hanno ormai definito da molti mesi: ritardi nei pagamenti della Pa, burocrazia, mercato del lavoro, cuneo fiscale, energia, credito.

''Vogliamo rendere noto, per chi non avesse capito, - dice Squinzi poco prima di salire sul palco su cui si sono alternati i presidenti territoriali di tutte le province piemontesi - il disagio delle imprese che ormai dura da piu' di cinque anni e direi che il titolo scelto da questa manifestazione, 'non c'e' ripresa senza impresa', e' la fotocopia esatta di quello che deve essere il nostro futuro''. ''Interi settori sono in crisi - aggiunge Mattioli - e si rischia la desertificazione. E Torino non e' messa meglio. Abbiamo perso 11 punti di pil dall'inizio della crisi e le ore di cig sono aumentate. Le imprese, anche quelle che stanno andando bene, si trovano davanti un paese che fa solo da zavorra. Gli imprenditori - prosegue Mattioli - non possono essere disfattisti, il nostro mestiere e' scommettere sul futuro, ma non possamo chiudere gli occhi davanti alla crisi. Senza una terapia d'urto non se ne viene fuori''.

''L'evento - sottolinea ancora Mattioli - e' una manifestazione di protesta, e' stato organizzato per ritrovare l'orgoglio di fare impresa''. ''La crisi ha radici profonde - conclude Mattioli - a causa delle mancate riforme. Ora dobbiamo recuperare questo governo, dobbiamo ricominciare a crescere del 2 per cento all'anno''.

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