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Trump, l’Iran e il prezzo della benzina che non scende. Il tycoon ordina un’indagine

Nonostante i negoziati e il calo del valore del greggio, fare il pieno costa ancora tantissimo per gli americani

Trump, l’Iran e il prezzo della benzina che non scende. Il tycoon ordina un’indagine
Darryl Smith fuels up his truck after putting extra gasoline into cans at the Tulalip Market gas station on the Tulalip Indian Reservation land, Wednesday, April 8, 2026, in Tulalip, Wash. (AP Photo/Lindsey Wasson)

Il presidente Usa vuole vederci chiaro sul fatto che i prezzi della benzina stanno calando molto lentamente rispetto ai ribassi dei costi del petrolio. Lo ha detto lo stesso Donald Trump su Truth, annunciando che vuole aprire un’indagine. “Le grandi compagnie petrolifere non stanno abbassando i prezzi alla pompa in misura proporzionale al drastico calo dei prezzi che pagano per il petrolio”, dice Trump aggiungendo che “quei prezzi stanno precipitando! In altre parole, i consumatori vengono spennati”. Per questo motivo, “ho dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un’indagine al riguardo. È ora che i prezzi della benzina inizino a scendere molto più rapidamente di quanto sto vedendo”.

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Lo sceicco del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha dichiarato al Financial Times che il Paese si sta preparando a riprendere la normale produzione di gas naturale liquefatto in seguito alla firma di un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar è il secondo produttore mondiale di Gnle ha interrotto la produzione lo scorso marzo dopo un attacco di droni iraniani all’impianto di Ras Laffan. “Entro poche settimane, la produzione tornerà alla normalità, a eccezione dell’impianto danneggiato”, ha affermato lo sceicco”, i nostri team sono mobilitati già da alcune settimane. QatarEnergy si sta preparando a riprendere le normali operazioni non appena la situazione nello stretto si normalizzerà”.

Il Ministero degli Oceani e della Pesca di Seul ha annunciato che altre quattro navi gestite da compagnie sudcoreane hanno lasciato in sicurezza lo Stretto di Hormuz. “Quattro navi gestite dalle nostre compagnie di navigazione, che erano in attesa nello Stretto di Hormuz, lo hanno attraversato e ora navigano regolarmente”, ha dichiarato il ministero, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Yonhap. Il numero di navi collegate alla Corea del Sud che rimangono nello Stretto scende a 18, aggiunge Yonhap.