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Economia
Ue, Bruxelles rivoluziona la finanza verde. Arriva il decalogo greenwashing

L'Unione europea vuole rivoluzionare il mondo della finanza green. Funzionari, eurodeputati e stati membri stanno lavorando a un piano di regole generali per gli investimenti verdi. Lo rileva il Financial Times secondo cui l’Ue spera di ricavare decine di milioni di euro di denaro privato per finanziare la transizione  del sistema verso un mondo più sostenibile. Il progetto si chiama "tassonomia per attività sostenibili” – e i risvolti sono potenzialmente rivoluzionari. Bruxelles vuole diventare infatti il primo regolatore sovranazionale a scrivere norme che banche e fondi dovranno poi rispettare quando dichiareranno di lanciare prodotti o investimenti "green".

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A oggi non esiste un "benchmark globale" per giudicare quanto sia ecologico un prodotto finanziario. Fondi e banche possono infatti vendere ed etichettare prodotti finanziari sostenibili senza che un ente indipendente controlli se la realtà rispecchi la campagna pubblicitaria. L’obiettivo dell'Ue è quello di eliminare questo cosiddetto "greenwashing".

Sempre come riferisce il Financial Times, l'importanza e l'impellenza della "tassonomia" e di altri esercizi regolatori ecologici è aumentata vertiginosamente nell'ultimo anno mentre i governi europei si sono svegliati sul tema sulla spinta degli elettori per affrontare l'emergenza climatica. Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha definito la tassonomia il "singolo atto legislativo più importante" destinato ai mercati che, oltretutto, può aiutare i governi a raggiungere gli obiettivi globali in materia di emissioni.

Gli Stati membri e il Parlamento europeo vogliono ottenere un accordo sulla tema entro la fine di quest'anno, ma le posizioni sono molteplici e differenti tra loro, divisioni che devono essere risolte prima della partenza del 2020. Al momento, gli eurodeputati e le capitali nazionali sono a conoscenza di come definire i criteri, comprese le domande chiave come “A quale tipo di istituti finanziari dovrebbe essere applicata?” e “Quali tipi di fonti di energia dovrebbero essere definiti verdi e quali no?”.

I negoziatori della Commissione fanno sapere che i governi Ue vogliono limitare il campo di applicazione delle regole per includere solo quei fondi e quelle banche dichiaratamente "green". Gli istituti di credito tradizionali, meno attenti all'ambiente, e che non hanno interesse a lanciare prodotti finanziari sostenibili rimarrebbero fuori dalle nuove regole. Ma gli eurodeputati vogliono massimizzare l'impatto delle nuove norme per includere tutti gli attori finanziari. "Perché dovremmo introdurre maggiori regole solo per chi è già eco-friendly e lasciare che gli altri se ne freghino?", ha commentato un funzionario comunitario. 

Forse il problema più delicato è come gestire l'energia nucleare. La Francia - che ha grandi interessi commerciali nel business dell'atomo - non vuole che il nuovo impianto regolatorio stigmatizzi il nucleare come una tecnologia anti-sostenibilità. Altri Stati membri, guidati dalla Germania, e alcuni eurodeputati vogliono che sia escluso dalla conversione al green. "Questo è il problema più scomodo e delicato. Lo lasceremo per ultimo", ha concluso il funzionario.

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