Economia
Ue-Mercosur: con accordo possibile +40% export Italia verso area - Le previsioni di Unimpresa
Longobardi, 'per nostre Pmi vero moltiplicatore di crescita'

Ue-Mercosur: Unimpresa, con accordo possibile +40% export Italia verso area
L’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur potrebbe generare un forte impulso all’export delle piccole e medie imprese italiane, progressivamente, nel triennio 2026–2028. Le esportazioni italiane verso i Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – potrebbero crescere in media del 40%, passando dagli attuali 7,4 miliardi di euro a oltre 10,4 miliardi, con un incremento complessivo vicino ai 3 miliardi di euro. È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, secondo cui l’agroalimentare e le bevande, sostenuti dalla riduzione dei dazi e dal riconoscimento delle indicazioni geografiche, potrebbero registrare un incremento di oltre 160 milioni di euro, mentre gomma, plastica, arredo e design e gli strumenti medici e di precisione beneficerebbero soprattutto della riduzione delle barriere tecniche e della semplificazione normativa.
La crescita sarebbe trainata soprattutto dai settori manifatturieri a maggiore valore aggiunto, a partire dai macchinari e dalle apparecchiature elettriche, che oggi valgono 3,1 miliardi di export e potrebbero superare quota 4,3 miliardi a fine triennio grazie all’eliminazione di dazi che arrivano fino al 35% e alla maggiore apertura degli appalti pubblici. Benefici rilevanti sono attesi anche per la chimica e la farmaceutica, con un aumento stimato di circa 460 milioni di euro, per la componentistica e i veicoli, che potrebbero crescere di 260 milioni, e per il tessile, abbigliamento e calzature, comparto fortemente penalizzato oggi dalle barriere tariffarie e destinato a rafforzarsi nei segmenti di qualità.
«L’intesa Ue–Mercosur si configura come uno degli accordi commerciali più rilevanti per il sistema produttivo italiano, con un impatto potenzialmente decisivo sulla competitività internazionale delle pmi e sulla capacità di presidiare in modo stabile i mercati sudamericani. Siamo di fronte a un’opportunità concreta: un potenziale aumento dell’export del 40% nel prossimo triennio significa più produzione, più lavoro e una maggiore presenza del Made in Italy in un’area economica dinamica e in forte evoluzione. Per le pmi italiane la riduzione dei dazi, la semplificazione delle regole e l’accesso agli appalti pubblici nei paesi del Mercosur possono trasformarsi in un vero moltiplicatore di crescita, soprattutto per i settori manifatturieri ad alto valore aggiunto, come la meccanica, la chimica, la moda e l’agroalimentare di qualità. È una sfida che richiede accompagnamento istituzionale, strumenti di sostegno all’export e una forte azione di diplomazia economica, ma che può rafforzare in modo strutturale la competitività del nostro sistema produttivo», commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
