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Economia
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Bruxelles accende un faro sugli squilibri macroeconomici dei Paesi aderenti all'Eurozona e anche la Germania sale sul bancone degli imputati. Come criticata anche dagli Usa, la Commissione Ue ha deciso anche di avviare un'"analisi approfondita sull’elevata eccedenza di bilancio" di Berlino, surplus che "può rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici" di Eurolandia. Per l'Italia, gli squilibri macro sono "il debito elevato, la disoccupazione e la perdita di quote di mercato". L'Ue ha denunciato anche che nel nostro Paese, "povertà ed esclusione sociale sono aumentate in modo significativo".

L'indagine, che si chiuderà in primavera, punta ad accertare se sia necessario procedere a una ulteriore fase correttiva in ognuno dei singoli Paesi. Va precisato che questa procedura non riguarda nello specifico i bilanci pubblici, che saranno invece oggetto di una successiva decisione venerdì prossimo. Presentando il rapporto, il commissario per gli Affari Economici, Olli Rehn, ha detto: "L'Europa è davanti a una svolta economica e la ripresa è in corso". Ma la ripresa, ha ammonito il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso, è "ancora fragile", anche se il "ritorno alla crescita dimostra che le nostre politiche funzionano".

 

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Per quanto riguarda il nostro Paese, la Commissione ha deciso di aprire "un'analisi approfondita" dei rischi connessi al persistere di squilibri macroeconomici. Perdita di quote globali sulle esportazioni; peggioramento della competitività di fondo; livello elevato del debito pubblico che pesa sull'intero quadro economico. L'Alert Mechanism Report 2014 mette anche in evidenza come in Italia "la povertà e l'esclusione sociale, in particolare la forte deprivazione materiale, hanno registrato un forte incremento". Le indicazioni del presidente Barroso sono di "completare le riforme promesse dal governo", anche se l'instabilità politica "non ha esposto a rischi i progressi raggiunti". Il presidente ha aggiunto che "in Italia si cominciano ad intravedere i primi segnali di ripresa ma si tratta di una ripresa molto fragile per questo non si deve mettere a rischio il percorso delle riforme".

La procedura, che si chiuderà in primavera, punta ad accertare se sia necessario procedere a una ulteriore fase correttiva. L'Italia è inserita, insieme a Francia e Ungheria, tra i Paesi che "hanno riscontrato la presenza di squilibri che richiedevano un'azione politica risoluta. I prossimi esami approfonditi valuteranno la persistenza degli squilibri". "Il debito molto elevato resta una vulnerabilità significativa dell'Italia, in particolare vista la prospettiva debole di crescita", scrive la Commissione spiegando che mantenere un surplus primario elevato è importantissimo per mettere il debito su un terreno di discesa. La perdita di quote di mercato "resta significativamente sopra la soglia di guardia", e la performance dell'export "compete in modo sfavorevole rispetto a quelle delle economie avanzate". La disoccupazione, sebbene non abbia raggiunto la soglia di guardia, è aumentata e quella giovanile "è molto alta". Un riferimento va anche a Stabilità e cuneo fiscale: "Nonostante le misure già prese e quelle annunciate nel 2014, resta alta in Italia la tassazione sul lavoro e il capitale", mentre dopo l'abolizione dell'Imu si ritiene "cruciale il disegno appropriato di una nuova tassa".

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L'attesa maggiore era per le decisioni di Bruxelles sulla Germania. Barroso ha confermato che la Commissione ha deciso oggi di avviare "un'analisi approfondita sull'elevata eccedenza di bilancio" della Germania. L'obiettivo è capire se Berlino "può fare di più per contribuire al riequilibrio dell'economia europea". Recentemente anche gli Stati Uniti hanno puntato il dito contro il surplus tedesco, che guida la crescita economica della Germania ma è troppo ingombrante per i vicini continentali, ai quali è di fatto precluso l'aggancio alla ripresa. Precisando che all'ultimo giro di analisi, per la Commissione la Germania non aveva sbilanci particolari, ora per Bruxelles le cose sono cambiate. E' in particolare un indicatore a finire sotto accusa: il fatto che dal 2007 Berlino abbia registrato un surplus superiore alle soglie previste, che nel 2012 e nel 2013 si attesta al 7%. "Date le dimensioni dell'economia tedesca, pesa per la maggior parte del surplus europeo", annotano.

Quello che ne consegue, secondo i tecnici di Bruxelles, è una forza nella posizione internazionale netta degli investimenti, mentre riflette una propensione al risparmio maggiore rispetto a quella all'investimento all'interno dei confini. Il risultato è che si mette pressione all'euro, che rafforzandosi manda in difficoltà i Paesi periferici che non possono svalutare la moneta o deprezzarla sul mercato domestico. Barroso ha spiegato che la Germania "dovrebbe aprire il settore de servizi" alla concorrenza: "Sarebbe equo e un bene sia per i tedeschi che per l'economia europea". Barroso e Rehn hanno comunque tenuto a sottolineare che la Germania è uno dei principali "motori dell'economia europea e che "non si sta criticando la sua competitività", che dovrebbe essere un esempio per tutti gli altri Paesi.

 

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