Unicredit chiuderà altre 350 filiali in Italia entro il 2015; di queste, 110 saranno chiuse nel 2013. Lo ha annunciato l’amministratore delegato della banca, Federico Ghizzoni, al termine della riunione del cda della banca. “Nel piano presentato a novembre 2011 – ha spiegato – prevedevamo di chiuderne 150 tra il 2012 e il 2015. Le abbiamo gia’ chiuse e ne abbiamo aggiunte altre 350”. Le nuove chiusure, ha pero’ garantito, non avranno impatti sui dipendenti dal momento che per gli esuberi rimangono validi i numeri gia’ approvati.
“Per le 110 filiali che chiuderemo nel 2013 – ha aggiunto Ghizzoni – prevediamo 15 milioni di risparmi all’anno solo per i costi immobiliari. Buona parte dei risparmi saranno poi reinvestiti nel potenziamento degli altri canali”. Il banchiere ha quindi spiegato che, oggi, “il 75% delle transazioni avviene al di fuori delle filiali, le stiamo trasformando in negozi finanziari con servizi di cassa e di consulenza. Dal 2009 abbiamo chiuso in Italia 800 filiali senza perdere quote di mercato e questo conferma che per gestire i clienti serve piu’ di un canale”.
Nessuna indicazione precisa su quale possa essere per Unicredit il numero “ideale” di filiali (oggi il gruppo ne conta circa 3.600): “pensiamo che il numero attuale, dopo il taglio sia quello corretto, ma l’importante e¼’ fare in modo che il costo fisso delle filiali scenda integrandole con canali non fissi. E’ un mondo in evoluzione, se si va in questa direzione in futuro potremmo anche pensare di aprirne di nuove”.
