Vacanze, circa 700mila aspettano che la crisi in Iran si risolva prima di prenotare
Il conflitto in Iran, almeno per il momento, sta frenando i piani per le vacanze estive degli italiani: secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG quasi 6,7 milioni di italiani quest’anno non le faranno, mentre 7,3 milioni non hanno ancora deciso se partire o restare a casa.
Anche fra chi ha intenzione di concedersi un viaggio, moltissimi, circa 15,5 milioni di individui, non hanno ancora prenotato; tra questi, quasi 700mila stanno aspettando che la situazione di crisi si risolva.
Il peso del conflitto
Se già le festività pasquali e i ponti di primavera hanno risentito negativamente degli effetti della guerra, la situazione di crisi rischia di condizionare anche parte delle vacanze estive.
Guardando ai dati emersi dall’indagine – realizzata su un campione di 1.500 rispondenti rappresentativo della popolazione nazionale – si scopre ad esempio che 243mila italiani hanno dichiarato di rinunciare alle ferie estive proprio a causa del conflitto in Medio Oriente.
Tra chi non ha ancora deciso se concedersi una vacanza, invece, ci sono 138mila italiani che stanno aspettando di vedere come si evolve la situazione di crisi per decidere se partire e verso quale destinazione.
Anche molti tra gli italiani che quest’anno partiranno hanno, in qualche modo, dovuto rivedere i propri piani a causa del conflitto, tanto è vero che, sempre secondo l’indagine il 24% dei rispondenti, pari a 6,5 milioni di italiani, ha dichiarato di aver cambiato la meta del proprio viaggio.
Tra le principali ragioni per cui si è riprogrammata la vacanza c’è la “paura di viaggiare in una situazione di conflitto come quella attuale” (42%) e il “timore che il volo venga cancellato a causa dell’assenza di carburante” (17%).
Quali sono le mete a cui si è rinunciato? L’Asia (13%), il Nord America (8,4%), l’America Latina e i Caraibi (8,1%) e il Medio Oriente (6.5%). Non mancano gli italiani che pur avendo scelto destinazioni più vicine come l’Italia, o l’Europa, hanno comunque preferito rivedere i loro programmi, optando per una meta ritenuta più sicura.
Ne consegue che più di 6 italiani su 10 trascorreranno le vacanze in Italia (65%), mentre il 21,7% viaggerà in Europa; tra di loro il 22,4% in Spagna, il 14,5% in Grecia e il 10,8% in Francia. Guardando ai viaggi a lunga percorrenza, il 2,1% andrà in Asia, l’1,9% in America Latina, l’1,4% in Medio Oriente. Appena l’1% ha dichiarato che andrà in Nord America, un dato fortemente in calo se si considera che secondo l’Istat, nel 2022, gli italiani che hanno trascorso una vacanza negli Stati Uniti erano quasi il 3%. Effetto Trump?

