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Giustiziato in Polonia l’artista anti-Putin: ucciso a colpi di pistola l’autore delle satire choc

Semyon Skrepetsky è stato freddato da cinque proiettili a Lublino. Caccia ai mandanti: fermati due cittadini bielorussi

Giustiziato in Polonia l’artista anti-Putin: ucciso a colpi di pistola l’autore delle satire choc
Foto presa dal video YouTube ‘Artista che disegnava caricature di Putin ucciso a colpi di pistola in Polonia’ di Kanal13

Omicidio in Polonia, ucciso il vignettista che disegnò Putin in braccio a Stalin

Un artista russo conosciuto per le sue satire contro il presidente Vladimir Putin è stato assassinato a colpi di pistola nella Polonia orientale. A renderlo noto sono state le autorità locali. “È in corso un’indagine sull’omicidio di un cittadino della Federazione Russa di 44 anni noto ai media come Semyon Skrepetsky”, ha fatto sapere ai giornalisti Marcin Kozak, portavoce della procura distrettuale di Lublino.

In relazione al delitto sono stati fermati due cittadini bielorussi, ha precisato Kozak. I due sono stati individuati nei pressi del consolato della Bielorussia a Biala Podlaska, città dell’est della Polonia dove si è avvenuto l’omicidio.

Secondo la ricostruzione delle autorità polacche, Skrepetsky, il cui vero nome era Robert Kuzovov, è stato raggiunto da tre colpi d’arma da fuoco nella mattinata di ieri da un aggressore armato di pistola non ancora identificato. Dopo essere crollato a terra, l’artista sarebbe stato avvicinato dall’assalitore, che avrebbe esploso altri due colpi a distanza ravvicinata.

Al momento “non sono state mosse accuse” nei confronti dei due cittadini bielorussi arrestati, ha spiegato Kozak, aggiungendo che “rimangono a disposizione della procura e della polizia”.

Skrepetsky era celebre per le suevignette, spesso provocatorie, dedicate ad alcune delle principali figure della politica russa, tra cui Putin, il leader sovietico Joseph Stalin, l’oppositore Alexei Navalny e il leader ceceno Ramzan Kadyrov. Tra le opere più note figura una reinterpretazione di una tradizionale icona ortodossa, in cui Stalin tiene in braccio Putin al posto della Madonna con Gesù Bambino.

L’artista si era trasferito in Polonia nel 2021, sostenendo di temere persecuzioni politiche in Russia. Durante l’esilio aveva mantenuto una posizione indipendente e spesso controcorrente, partecipando a iniziative dell’opposizione russa ma senza rinunciare a criticarla apertamente.

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